Caramello al burro salato (Caramel au beurre salé)

A volte è utile avere a portata di mano una ricetta valida per la preparazione del caramello, fa parte di quelle ricette base che possono aiutarci a creare il dolce per una cena, ad esempio quando abbiamo ospiti inattesi o quando vogliamo dare un tocco particolare ai nostri dolci :)

La ricetta originale francese, inutile dire che i francesi quando si tratta di queste cose sono pressoché insuperabili, la trovate QUI

Ingredienti

  • 130 g zucchero semolato
  • 130 g panna fresca
  • 12,5 g (io 13 per comodità) di burro salato

Preparazione

Versate lo zucchero in un pentolino con un cucchiaio d’acqua, a fiamma moderata fate caramellare lo zucchero e avendo l’accortezza di usare un mestolo di legno (il contatto con l’acciaio di un comune cucchiaio rischierebbe di far impazzire il caramello) girate ogni tanto per aiutare lo zucchero a sciogliersi in modo uniforme.

Quando lo zucchero è ormai sciolto e il caramello ha assunto un bel colore ambrato (non fatelo diventare troppo scuro o da dolce diventerà amaro) togliete il pentolino dal fuoco e facendo molta attenzione versate la panna, il calore del caramello con il freddo della panna farà reazione perciò attenti ad eventuali scottature (il mio è solo un avvertimento la prudenza non è mai troppa :) ). Rimettete il pentolino sul fuoco e portate ad ebollizione girando continuamente in modo da inglobare tutta la panna, quando avrete un composto omogeneo aggiungete il burro precedentemente fatto a pezzetti. Fate cuocere a fiamma bassa per alcuni minuti.

Fatelo raffreddare dentro un barattolo di vetro senza coperchio, non deve fare condensa.

Il vostro Caramello al burro salato è pronto!

Potete usarlo per guarnire dei dolci, metterlo negli stampini per ottenere delle caramelle oppure potete mangiarlo da solo a cucchiaiate 😛 insomma è buono buono

Un abbraccio.

p.s. non appena lo rifaremo inseriremo le foto :)

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someonePrint this page
Share

Lievito Madre Solido Faq (domande frequenti)

Visto l’enorme interesse che circonda il Lievito Madre Solido senza glutine abbiamo pensato, per facilitarvi la ricerca, di raccogliere in questa sezione le domande con relative risposte riguardanti la sua preparazione, conservazione e utilizzo. :)

lievito-copy

Come si prepara il Lievito Madre Solido

  • 100 g di farina di riso sottilissima
  • 100 g di farina di mais sottilissima
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 cucchiaio di miele
  • acqua approssimativamente 150 g tra i 190 e i 200 g (in media) 

Nota: l’assorbimento dell’acqua dipende dalla “granulometria della farina. Posto che la farina di mais deve essere sempre sottile, la differenza è data dalla farina di riso che potete utilizzare anche non finissima.

Cliccate QUI per andare alla pagina con tutti i dettagli per la sua realizzazione.

Se avete ulteriori dubbi o domande scrivete nei commenti.

 

1) Domande sulla preparazione del Lievito Madre Solido (LM)

Come si effettua il rinfresco del lievito madre?

Il rinfresco viene fatto mescolando il lievito madre con la stessa quantità di farina e acqua, senza più aggiungere olio o miele.

  • 300 g lievito madre solido
  • 300 g farina (150 g riso – 150 g mais)
  • 200 g circa di acqua appena tiepida

Non deve venire un panetto sodo, ma un composto morbidissimo che resta attaccato alle dita quando lo si tocca. Dovrà aumentare di volume in 3/4 ore. Se rilascia un po’ d’acqua non vi preoccupate, non succede nulla, se volete potete colarla un po’.

Che cosa è, a cosa serve il giro d’aria?

Il giro d’aria consiste nel mescolare il lievito madre senza rinfrescarlo, ovvero senza aggiunta dell’acqua e delle farine che sono state utilizzate per prepararlo. Mescolare per ossigenare aiuta molto il lievito, serve a farlo maturare oltre a non appesantirlo troppo di acqua.

Il lievito madre deve essere rinfrescato ogni giorno finchè non matura?

A mio avviso è meglio fare un giro un giorno si ed uno no, altrimenti  rischia di affogare per annegamento: un giorno si mescola senza rinfresco (il cosiddetto giro d’aria) ed il giorno dopo lo si rinfresca.

E’ possibile utilizzare qualsiasi contenitore per il lievito madre?

Per la conservazione del lievito madre è indispensabile un contenitore di vetro di idonea capacità, in considerazione dell’aumento di volume dello stesso dopo ciascun rinfresco, preferibilmente alto e stretto. Non vanno bene contenitori di plastica, che ne rallenterebbero la maturazione, né di metallo che lo ucciderebbe.

Dove è meglio riporre il contenitore con il lievito madre durante la maturazione?

Durante la fase di maturazione, il contenitore deve essere risposto in un luogo della casa che sia asciutto, buio, fresco ma non umido per evitare la formazione di muffe. Per accelerare questa fase, si può mettere accanto al barattolo della frutta o verdura matura (anche bucce), che aiutano la fermentazione del lievito. Mai in questa fase il lievito madre deve andare in frigo, dove andrà solo quando sarà maturo.

I tipi di farina da utilizzare si possono variare o bisogna seguire un criterio ben preciso?

Le farine si possono cambiare anche secondo i propri gusti, sono state scelte queste perché sono di solito quelle più gradite. La farina di grano saraceno a tanti non piace perché la trovano amara e poi questo sapore un po’ si trasferisce anche al pane. La farina di quinoa p.es. è molto forte e anche questa non gradita. Un criterio rigoroso però c’è: se si inizia il lievito con quelle farine, poi lo devo rinfrescare sempre con le stesse. E che siano farine non amidi, perché gli amidi sono materia inerte che non contiene enzimi. Cambiando farina in corso d’opera il lievito subisce un blocco, quindi si ferma e ci mette tempo per ripartire di nuovo. Questa regola vale anche per il lievito madre con glutine.

Si può fare il lievito madre con le farine dietoterapeutiche?

Si può fare ma meglio di no, le farine dietoterapeutiche contengono addensanti e additivi i quali alla lunga si trasformano e portano i fermenti a indebolirsi e morire (questo mi è stato detto da una biologa). Inoltre non sappiamo quale impatto abbia sulla salute l’allevamento di E464, E466, E471, xantano, gomma di guar e quant’altro si trova in quelle farine.

(altro…)

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPin on PinterestEmail this to someonePrint this page
Share