Pasta Wonton – Involtini Primavera

E dopo circa 10 anni che rinviavo la prova di pasta wonton, alla fine sono riuscita a cogliere l’attimo :)

Quello della pasta Wonton è un impasto simile alla nostra pasta all’uovo, solo va lasciato più sodo e preparato con meno uova rispetto alla quantità di farina.

Con questo impasto, tradizionalmente, si preparano gli involtini primavera e i ravioli in brodo classici cinesi (quelli chiusi a sacchetto per intenderci e serviti nelle zuppe).

Diverso sarebbe invece l’impasto con cui si confezionano i ravioli da cuocere al vapore, perché preparato senza uova (poi li pubblico 😉 ).
Anche se poi in alcune regioni della Cina anche quelli al vapore vengono preparati con la pasta wonton. Insomma, ho imparato che non ci sono regole ultra fisse o rigide.

Io con la pasta preparata ho realizzato gli involtini primavera, i quali oggi, anche per una questione di comodità, difficilmente si fanno con la pasta wonton, tutti utilizzano la pasta fillo che si trova già pronta o nel caso di celiachia, i fogli di riso garantiti senza glutine che si trovano al supermercato.

Ultimo ma non ultimo: la pasta è realizzata con il mix di farine naturali per pasta all’uovo (che rimane sempre il mio preferito, malgrado il mercato abbia ampliato e migliorato l’offerta in questo settore).

involtini  prim

 

©Pasta Wonton©

per il ripieno degli involtini primavera io ho scelto asparagi tagliati a listarelle sottilissime ed i cipollotti, se avessi avuto carote e pisellini li avrei aggiunti.

per la salsa di servizio: ci vuole quella agrodolce, oggi trovate garantita e già pronta la salsa di Teriyaki marchio LIMA

Preparazione:

  1. Impastate tutti gli ingredienti con l’ausilio della planetaria fino ad avere un panetto morbido sì, ma non troppo molle né tanto meno appiccicoso, lo vedete in foto 1.
  2. poiché tende a seccare rapidamente avvolgetelo subito dentro un telo di cotone umido foto 2 e tenetelo sempre lì anche durante le fasi della lavorazione
  3. prendete piccoli pezzetti e passateli con la sfogliatrice più e più volte utilizzando tutti gli spessori fino ad arrivare a quello che ve la renderà quasi trasparente come vedete in foto 3
  4. ritagliate dei rettangoli di circa 16×12 (la pasta non si rompe è resistente)
  5. riempiteli con le verdurine, salate poco le verdure stesse e poi chiudete come vedete nelle foto da 6 a 9, avendo l’accortezza di sigillare quel bordo come in foto 8 inumidendolo poco poco con acqua.

collage 2

 

A questo punto passate alla frittura:

friggete in olio profondo alla temperatura di circa 180° fino a che non li vedete leggermente dorati e con qualche bollicina in superficie.

Pronti, servite :)

collage1

 

la pasta rimane croccante, molto buona.
Io avevo anche fatto qualche raviolotto wonton da bollire, hanno retto perfettamente la cottura, quando li rifarò con un ripieno presentabile, metto la foto :)

Un abbraccio!

Olga

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Cottura Riso: Metodo “Nonne Giapponesi”


Da quando ho scoperto questo sistema il riso bianco lo cuocio sempre così, per me è infallibile.
Lo faccio così da un bel po’ e sempre mi sono dimenticata di parlarvene, lo avevo trovato su un libro molto bello (e serio) tutto dedicato alla cucina giapponese.
E’ il metodo che si usava quando non c’era ancora la pentola elettrica cuociriso o le pentole a vapore (per questo è il metodo delle nonne).

Il riso esce perfettamente cotto e sgranato, pronto per essere condito ad accompagnare qualsiasi piatto di verdure o di carne.

Ideale per la cottura delle qualità aromatiche superfini: Basmati, Jasmine, Thai, Kalijeera (che è quello che vedete in foto. Viene dal Bangladesh ed è la qualità con cui lì ed in India si prepara il “Pulao”. Piatto che non si fa con il Basmati, ci vuole questo riso qui con i chicchi molto più piccoli e poco più panciuti rispetto al Basmati).

riso cotto

Io per la verità ho provato a cuocere così tutto il riso (mi riferisco a quello italiano) e si cuoce benissimo ugualmente, solo ci vuole un pelo in più di acqua

Cosa vi serve?

  • una pentola
  • una tazza
  • riso
  • acqua

Procedimento per tutte le qualità aromatiche superfini:

  1. versate due tazze di riso in pentola e lavatelo con l’acqua sfregandolo leggermente con le mani.
  2. Risciacquate e lavate fino a che l’acqua non diventa quasi trasparente e non più torbida.
    A dire il vero io non lo faccio sempre ed il riso viene bene lo stesso, solo rilascerà poco più di amido.
  3. Aggiungere al riso due tazze d’acqua più 1/5 di una tazza
  4. NON salate
  5. adesso tappate con il coperchio, ponete la pentola sul fornello più piccolo al minimo, e lasciate cuocere 15 minuti esatti senza MAI alzare il coperchio
  6. dopo 15 minuti spegnete subito il fuoco e lasciate sempre coperto con il coperchio (NON LO ALZATE) per altri 15 minuti.
  7. trascorso questo tempo è pronto: lo dovete trovare completamente asciutto, sgranato, cotto e non attaccato al fondo della pentola
  8. conditelo subito da caldo con 1 cucchiaino di aceto di riso e 1 cucchiaino di olio
  9. servite

riso cotto1

Per gli altri tipi di riso “italiano” il metodo è lo stesso solo che vi consiglio di aggiungere due tazze e 1/4 di acqua, perché è meno sottile ed ha bisogno di un po’ di acqua in più

Vedrete che non avrete bisogno di aggiungere sale 😉 il riso cotto così è saporitissimo

Un abbraccio!

Olga

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Baozi

Tradotto: panini al vapore cinesi ripieni.
Il mio caro marito ne aveva letto su un libro di Mo Yan (scrittore cinese, famoso ai più per avere scritto Sorgo Rosso ed avere vinto il nobel per la letteratura nel 2012). Da quel momento si mise alla ricerca di questi panini (ormai diventati mitici a casa nostra).

Li trovò, li provò e rimase un pochino deluso: “impasto pesante” mi disse. Li aveva mangiati con glutine ovviamente.

E perciò decido di accontentarlo io :)
Vado alla ricerca di una ricetta con glutine di fiducia da tradurre e mi rivolgo subito al blog di Francesca Spalluto (una “Coquinaria” bravissima, affidabile, veterana del food web, di quando ancora non c’era tutto quello che vedete oggi. Soprattutto esperta in materia di cibo cinese. Visitate il suo blog perché ne vale la pena: trovate la mia fonte per impasto e ripieno QUI).

 

baozi2

©Baozi Gluten Free©

  • 1 cucchiaino di lievito di birra secco
  • 120 g di acqua
  • 1 cucchiaio di olio di semi di mais
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di lievito istantaneo per torte salate
  • 180 g di mix per pane di Felix

Ripieno

  • 140 g di carne di manzo o vitello tritata finissima (potete usare anche quella di maiale)
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco tritato
  • 2 cucchiai di porro (la parte verde) tritato finissimo
  • 1 punta di cucchiaino di zucchero
  • 1/2 cucchiaio di salsa di soia Tamari (senza glutine)
  • 1 cucchiaino di vino rosso
  • 1/2 cucchiaio di acqua
  • una punta di pepe bianco

Procedimento

Iniziate a preparare il ripieno che deve riposare (anche una notte in frigorifero se per voi è più comodo). Mescolate tutto: deve venirvi compatto e asciutto.
A riposo per almeno 30 minuti.

Per l’impasto fate come per il pane bianco base: nella ciotola dell’impastatrice sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida e aspettate 5 minuti
Poi unite le farine e azionate la macchina, aggiungete il lievito per torte salate, ed il cucchiaino di zucchero.
Appena lo vedete amalgamato aggiungete l’olio, fate lavorare l’impastatrice per circa 5 minuti.
L’impasto sarà appiccicosetto: trasferitelo dentro una ciotola spolverata di farina, tappatela ed aspettate che raddoppi di volume.
Ci vorranno circa 2 orette.

Adesso viene il bello: dovete formare i baozi :) lavoro non facile e per il quale mi sono incartata un po': ci vuole tanto esercizio oppure di essere nata in Sardegna, visto che si possono chiudere anche a forma di “Culurgiones” (ravioli tipici sardi).
Per questo vi rimando ad un video su YouTube, perché occorre “vedere” per capire.

Il video lo trovate QUI e dal minuto 2 vedrete come si stendono e formano i baozi :)

Io, dal canto mio, per la parte che riguarda strettamente il gluten free vi posso dire che l’impasto dovete lavorarlo molto bene su un piano ben infarinato e formare poi un cilindro dal quale ricavare i tocchetti (circa 10). Ogni tocchetto io l’ho steso con il mattarello ad uno spessore di 4 mm ed in forma tonda del diametro di circa 8 – 9 cm e poi ho ulteriormente steso i bordi del cerchio lasciando la forma più spessa al centro (come vedrete il video capirete).
Inserite due cucchiaini di ripieno e chiudeteli… non dico altro: potete vedere nelle prime due foto cosa è uscito a me…
Intanto che i baozi rilievitano (io li ho cotti dopo circa 2 ore di riposo, in modo che fossero pronti caldi per la cena. Tuttavia nella ricetta originale si consiglia di attendere 45 minuti prima di passare alla cottura) preparate la vaporiera in bambù (sarebbe meglio).
Come vedete ho messo le foglie di verza, in questo modo i panini non si inumidiscono troppo sulla base, in alternativa potete usare la carta forno.
Posate la vaporiera su una pentola piena d’acqua come vedete in foto.

collage Baozi

Cottura: fate in modo che già la pentola sia accesa e che si sia formato un po’ di vapore dentro. Adagiate i panini sulle foglie di verza e chiudete la pentola. Io li ho cotti con calma (l’altezza della fiamma la vedete in foto) per circa 30 minuti.
Quando sono pronti li cospargete con i semi di sesamo e li servite accompagnati da una salsina fatta con 1 cucchiaino di aceto di riso e due di salsa di soia Tamari.

Baozi

 

Noi ci siamo leccati i baffi :) Il panino non è per nulla gommoso anche se vi inganna la lucentezza esteriore (ma anche quelli con glutine sono lucidi); è leggerissimo, morbido e soffice.
Il marito ha detto che sono 1 milione di volte meglio di quelli con glutine che aveva mangiato al cinese :)
Se volete potete anche lasciarli più alti (piuttosto che 4 mm) e sbizzarrirvi con la fantasia anche sul ripieno :)

Per quanto mi riguarda i prossimi li voglio cuocere sulla piastra e quindi fare gli shēng jiān Baozi :)

Un abbraccio!

Olga

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