Ciambelle Marinesi al Mosto d’Uva di Maria

E oggi tocca alla versione di Maria: sono sempre le ciambelle al mosto d’uva, tipiche di Marino (Castelli Romani).
Realizzate con le farine naturalmente senza glutine :)


 

Ciambelle mosto maria

 

  • 250 g di mix per impasti lievitati
  • 4 – 5 g di xantano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 5 g di lievito di birra secco+50 g di pasta di riporto (per la pasta di riporto leggete QUI. La pasta di riporto di Maria proveniva da un impasto di pane con farine dietoterapeutiche)
  • 1 pizzico di sale
  • mosto fresco q.b. per impastare

Impastate insieme tutti gli ingredienti, preferibilmente con l’uso dell’impastatrice.

Fare lievitare l’impasto fino al raddoppio e poi passarlo in frigo per circa cinque ore.
Reimpastare aggiungendo dell’uvetta ammorbidita e formare le ciambelle (io ne ho fatte sei, devono essere belle grandi).

Far lievitare ancora fino al raddopppio e infornare (in forno già caldo) a 180° per 20 minuti. Quando sono ancora calde spennellare con un composto di acqua e zucchero.


Qui trovate la versione di Daniela che è senza uova e senza pasta di riporto: Ciambelle Marinesi al Mosto d’Uva

Un abbraccio!

Olga

 

Share

Pizza con Farina dell’Albero della Vita

La farina ricavata dalle foglie dell’Albero della Vita o Albero dei Miracoli.

A proposito degli effetti benefici, un recente articolo comparso su Repubblica: La Pianta “magica” promossa dalla Fao

pizza Mor3

Il risultato è una pizza verde ;), anche se per adesso se ne vedono di tutti i colori: nera ai carboni vegetali, giallo ocra alla curcuma, etc…

Non è altro che l’impasto base della pizza Felix a cui ho aggiunto la farina che si ricava dalle foglie di questo albero.

Affascinante che esista davvero l’albero della vita oltre quello finto costruito per l’Expo 😉
Si tratta della Moringa Oleifera la quale è così ricca di nutrienti che viene utilizzata come integratore alimentare per le popolazioni sottosviluppate, per questo lo chiamano albero della vita (ed è naturalmente senza glutine).
Dietro l’etichetta del pacchetto di farina che ho davanti c’è scritto che contiene:

  • 7 volte la vitamina C delle arance
  • 4 volte la vitamina A delle carote
  • 4 volte il calcio del latte
  • 3 volte il potassio delle banane
  • 2 volte le proteine dello yogurt

Io la farina l’ho trovata in un negozio iperfornito di alimenti biologici, c’è scritto: Baobab&Moringa Family, riporta le scritte “gluten free” e “ogm free” e rimanda al sito www.lecoeurdafrique.com

Inserisco la foto del pacchetto fronte e retro:
moringa

Prestate attenzione perché la sentirete nominare sempre più spesso e vedrete che si diffonderà.
La aggiungeranno nei nostri mix dietoterapeutici.

Una cosa però va detta: le proprietà benefiche di questa farina come di qualsiasi altra (ad es. la canapa) si apprezzano e si preservano se consumata a crudo, quindi aggiunta alle minestre ad esempio come insaporitore.


Per quanto riguarda questa pizza, come vi dicevo è realizzata con l’impasto della pizza Felix riposato in frigorifero 24 ore a cui avevo aggiunto un cucchiaio raso di farina verde:

  • 400 g di acqua
  • 3 cucchiai di olio
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 400 g di Farina Farmo Fibrepan o Farmo Low Protein (senza lattosio)
  • 200 g di Agluten pane (che è senza lattosio) o Glutafin Select
  • 1 cucchiaio raso di farina dell’Albero della Vita
  • 4 g di lievito di birra secco 

Il procedimento è lo stesso che vi ho descritto qualche giorno fa:

Ho impastato tutto con la macchina del pane.
Appena subito ha finito di impastare, ho messo l’impasto dentro una ciotola unta d’olio, l’ho coperta e l’ho lasciato lievitare in frigo 24 ore (da sera a sera ora di cena) e poi ho preso l’impasto dal frigo (bello gonfio) ed ho fatto le pizze.
Mi sono unta bene le mani ed ho diviso l’impasto in due parti.
Ho steso l’impasto rigorosamente a mano su un foglio di carta forno unto e leggermente infarinato con farina di riso, spingendo dal centro verso l’esterno in modo da lasciare il cornicione alto e poi l’ho trasferito delicatamente e senza la carta forno sotto, sulle palette di legno con cui si adagia  la pizza nel fornetto Ferrari.

pizza Mor1
Ho condito in bianco: acciughine a pezzettini, formaggio e fiori di zucca freschissimi adagiati sopra (l’avevo preparata a fine giugno quindi i fiori di zucca si trovavano facilmente).

pizza Mor2
Ovviamente potete optare per un condimento classico.

E poi l’ho cotta nel fornetto Ferrari per pizze per 5 minuti.

Leggerissima, molto buona, fragrante. Per darvi un’idea, questa farina odora ed ha il sapore del Tè Verde, praticamente identico ed è di un verde brillante.

pizza Mor4

Per saperne di più su questa farina è sufficiente fare una ricerca su Google, ci sono vari siti che ne parlano :)

pizza Mor5

 

Un abbraccio!

Olga

p.s. dimenticavo: ne abbiamo scovata un’altra sempre africana e senza glutine, vediamo poi che cos’è 😉

Share

Pangoccioli

Sono partita da una mia vecchia ricetta, forse la più vecchia tra le prime ricette di brioche senza glutine che ho fatto: dal lontano 2007 l’ho rimaneggiata più e più volte (tutti gli esperimenti si trovano ancora sul forum di Cucinainsimpatia), riadattandomi con le farine che mano mano uscivano sul mercato.
La mia ricetta originale è questa: CORNETTI DI PASTA BRIOCHE, è stata ripresa negli anni anche da qualche blog senza glutine, per cui la trovate in giro.

Questa volta ho usato esclusivamente il mix del Mulino DallaGiovanna per dolci lievitati ed ho poco poco modificato (ancora una volta) quella ricetta:

pangoccioli3

©Pangoccioli senza glutine©

  • 225 g di Mix per dolci lievitati Mulino DallaGiovanna
  • 8 g di lievito di birra secco
  • 1 uovo (con tutto il guscio il mio pesava 69 g)
  • 100 g di latte
  • 50 g di acqua
  • 50 g di zucchero
  • 64 g di burro a pomata (ammorbiditelo con il microonde a 350W per 40 secondi circa)
  • 1 pizzico di sale
  • 40 g di gocce di cioccolato fondente*
  • 1 uovo per lucidare

Nella ciotola: sciogliere il lievito nel latte e nell’acqua ed aggiungere tutto lo zucchero.
Fare riposare 10 minuti circa, poi unire la farina ed iniziare ad impastare: meglio se con l’impastatrice o con le fruste a spirale (è consigliato vivamente di non impastare a mano).

Adesso aggiungere l’uovo e continuare ad impastare finché non è stato completamente assorbito.
A questo punto aggiungere il burro morbido poco per volta: cioè fate assorbire bene ogni pezzetto prima di aggiungere il pezzetto successivo, ed infine il pizzico di sale.

Tappare la ciotola e fare lievitare per 2 ore e un quarto circa a temperatura ambiente: deve essere raddoppiato molto bene di volume

Adesso: rovesciare l’impasto sul tappetino di silicone, ungersi bene le mani con un pezzettino di burro e sgonfiare l’impasto molto energicamente unendo contemporaneamente le gocce di cioccolato. Lo dovete lavorare benissimo: vedrete che con le mani unte di burro non avrete bisogno nemmeno di un pelo di farina sulla spianatoia.

Spezzarlo in pezzetti di circa 65 – 70 g di peso: è la dimensione ideale perché cuociano poi bene in forno.
Formare le palline con ogni pezzetto: nel formare le palline siate energici, queste palline devono venire fuori liscissime! Non vi preoccupate che rilieviteranno.

Posare ogni pallina sulla teglia coperta con carta forno, coprirle con un telo o altra carta forno e mettere a lievitare in forno spento ma con la lucina accesa per 2 ore abbondanti, finché non le vedete belle gonfie:

pangoccioli1
Accendere il forno su 175° circa, massimo 180°, spennellare con l’uovo sbattuto ed infornare per 20 minuti.
Se aveste l’impressione che siano cotti perché già colorati fuori, vuol dire che per la potenza del vostro forno 175° sono ancora troppi, per cui alla prossima partite da 160°. Nel frattempo coprite con un foglio di alluminio e proseguite fino a che non sono trascorsi i 20 minuti.
Se li tirate fuori prima, si afflosceranno perché non ancora sufficientemente cotti all’interno.

Sfornateli e fateli raffreddare su una gratella:
pangoccioli 2

e poi fate la prova morbidezza :)

pangoccioli4

 

Sono leggerissimi, considerate che perdono 10 g di peso dopo la cottura.
Morbidissimi, e buonissimi davvero, nulla da invidiare a quelli con glutine.
A distanza di meno di 24 ore sono leggermente più asciutti, ma si mangiano ugualmente senza bisogno di essere scaldati.


Un abbraccio!

Olga

* I prodotti contrassegnati per essere di sicuro consumo da parte di un celiaco devono riportare la spiga barrata e/o il claim “senza glutine” in etichetta o trovarsi sul prontuario dell’AIC

Share
Eventi
Libri

Unknown

settembre: 2015
M T W T F S S
« Aug   Oct »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  
Networkedblogs
Pinterest Felix
Follow Me on Pinterest
Feed RSS