Ciambelle Marinesi al Mosto d’Uva di Maria

E oggi tocca alla versione di Maria: sono sempre le ciambelle al mosto d’uva, tipiche di Marino (Castelli Romani).
Realizzate con le farine naturalmente senza glutine :)


 

Ciambelle mosto maria

 

  • 250 g di mix per impasti lievitati
  • 4 – 5 g di xantano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 5 g di lievito di birra secco+50 g di pasta di riporto (per la pasta di riporto leggete QUI. La pasta di riporto di Maria proveniva da un impasto di pane con farine dietoterapeutiche)
  • 1 pizzico di sale
  • mosto fresco q.b. per impastare

Impastate insieme tutti gli ingredienti, preferibilmente con l’uso dell’impastatrice.

Fare lievitare l’impasto fino al raddoppio e poi passarlo in frigo per circa cinque ore.
Reimpastare aggiungendo dell’uvetta ammorbidita e formare le ciambelle (io ne ho fatte sei, devono essere belle grandi).

Far lievitare ancora fino al raddopppio e infornare (in forno già caldo) a 180° per 20 minuti. Quando sono ancora calde spennellare con un composto di acqua e zucchero.


Qui trovate la versione di Daniela che è senza uova e senza pasta di riporto: Ciambelle Marinesi al Mosto d’Uva

Un abbraccio!

Olga

 

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Pane con Pasta di Riporto in Macchina del Pane


Questo è il pane “estivo” quello da fuori sede, fatto con “le farine che trovi lì dove sei” e senza troppa fatica, perché siamo “in vacanza” :)
Molto, molto gradito dal mio papà (che non è celiaco e non mangia quasi mai senza glutine).

L’impasto lievita in modo esagerato, notate l’ovale, che è la forma dell’oblò della macchina del pane che ho dai miei: l’impasto mi aveva sollevato il coperchio durante la cottura. Per cui la dose di impasto che segue va benissimo per macchine il cui cestello fa più di 1 kg di pane, altrimenti riproporzionate le dosi per 350 g di farina.

pane con riporto

©Pane con Pasta di Riporto©

  • 500 g di farina Nutrifree mix pane 1 kg
  • 150/200 g di pasta di riporto (la mia aveva circa 36 ore e proveniva da questo impasto QUI. Cos’è la pasta di riporto: consiste nel prelievo di una porzione di impasto già lievitato per pane o pizza, da conservare in frigo per almeno 48/72 ore e da utilizzare successivamente in un altro impasto, al posto del lievito)
  • 400 g di acqua
  • 20 g di olio
  • 8 g di sale

La sera prima di andare a dormire: inserire tutti gli ingredienti nel cestello, selezionare il programma di impasto e lievitazione e azionare la macchina.
Voi andate a dormire :)
Alla mattina (presto: circa le 7. Ho calcolato che il mio si è fatto circa 8 ore in tutto) lo troverete ben lievitato, azionate il programma di sola cottura ed è fatta :)

pane con riporto 1

 

Un abbraccio!

Olga

Spiegazione breve sulla Pasta di Riporto:

Estratto dal “Ricettario – Panetteria senza glutine” sulla Pasta di Riporto:
La pasta di riporto consiste in una porzione di impasto di pane staccata dall’impasto precedente e conservata in frigorifero dentro una tazza: quando preparate il pane e al momento di formare la pagnotta per la seconda lievitazione, prelevate un pezzo di impasto lievitato (100-200gr) che conserverete in un luogo fresco (frigorifero) da un minimo di 2 giorni fino ad un massimo di 10 (se avete paura che dopo 10 giorni sia debole aggiungete qualche gr di lievito di birra).
Questa pasta (tutta) si aggiunge poi all’impasto di pane successivo al posto del lievito di birra.Si tratta di una sorta di lievito madre accelerato, quello che nella lingua dialettale viene definito “criscito”, che si può perpetuare all’infinito, basta ricordarsi di prelevare ogni volta un pezzo di impasto e conservarlo per la panificazione successiva. E anche se l’impasto da cui l’avete prelevata la prima volta era di lievito di birra, a furia di usarla si connoterà per una fermentazione anche di tipo lattico come è per il lievito madre, con tutti i vantaggi sotto il profilo del profumo, del gusto e della durata, che la lievitazione naturale comporta.

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L’importanza del metodo e della condivisione: Pizza di Felix con Pasta di Riporto by Giorgio :)


Finalmente mi riposo un po’ :) e riprendo un attimino le redini del blog.

Nell’arco di un mesetto circa, abbiamo fatto le trottole in giro per l’Italia, incontrando tantissimi di Voi, tra Milano, Brescia e Vicenza.
Non possiamo che dirVi grazie! Per l’affetto, la gentilezza che ci avete dimostrato e soprattutto per averci ricaricato le pile: ne avevamo bisogno.
Come dico sempre: in ogni incontro non c’è un Noi e un Voi distinti, ma solo un Noi; tutti insieme in quello che è un sostegno ed un aiuto reciproci basati sulla condivisione.

La condivisione è un valore fondamentale all’interno di gruppi di persone che, se apparentemente più “deboli” perché colpite da una limitazione, diventano giganti quando sono unite.
In fondo il senso di quello che ho condiviso in tutti questi anni sta qui: rendere facilmente accessibile un metodo che consenta di usare al meglio possibile le farine senza glutine e più in generale di essere sereni nel condividere la tavola con ciascuno, senza sentire il “peso” della diversità.

Ritornare di nuovo “liberi”, detto in pochissime parole :)
Il che significa anche che questo metodo è stato divulgato liberamente non perché ci saltassero sopra gli “avvoltoi a scopo di lucro”, per una ulteriore messa in schiavitù di chi ha difficoltà a soddisfare un suo bisogno primario, ma affinché ciascuno di noi si renda libero a casa sua anzitutto, senza dover dipendere necessariamente da alcun “famelico” :)

E siccome la condivisione è un dare ed un avere, l’arricchimento è sempre reciproco anche e soprattutto quando ci accorgiamo che l’insegnamento di quel metodo evidentemente ha funzionato e funziona.
Per questo oggi do spazio, come altre volte ho fatto, alla ricetta di Giorgio che dopo avere appreso il metodo (che porto avanti da anni) su come:
1) lavorare le nostre farine e quali scegliere
2) l’idratazione adeguata
3) il funzionamento della pasta di riporto senza glutine (uno dei sistemi di lievitazione indiretta)
4) la giusta cottura (che è spiegata sul libro, ma che mi son sempre dimenticata di riportare anche qui sul blog: poco male ci ha pensato Giorgio e lo ha fatto molto molto meglio di come lo avevo riportato sul testo)

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