… La cicerchia è un legume ormai dimenticato, coltivato solamente in alcune zone dell’Italia centrale in quantità ridotta. È una pianta annuale e contiene nei suoi bacelli dei semi poco più grandi dei piselli ma più schiacciati.

Le cicerchie si trovano solo secche, e vanno sottoposte a un lungo ammollo prima di cuocerle.

Simili ai ceci, ma con una sapore che vira sul dolce dei piselli, sono un legume povero che per secoli ha fatto parte della cultura alimentare dell’Italia centro-meridionale. Le sue origini vengono riconosciute in Medio Oriente, forse in Egitto. Greci e Romani se ne cibarono. Per secoli in Italia ci si nutrì anche di cicerchie. I contadini la mangiavano quando avevano poco da portare in tavola: ne facevano anche una purea dopo che le cicerchie erano state bollite, saltate in padella con aglio e peperoncino. Si mangiava con pane duro spezzato in piccoli pezzi.
Come tutti i legumi si trova nei mercati essiccato: inutile cercare il prodotto fresco, come avviene, in stagione, per i fagioli. Carattere difficile la cicerchia: va tenuta in ammollo per due giorni. L’acqua va cambiata e non va utilizzata per cucinare. Le cicerchie vanno bollite per due ore, a fuoco lento. Poi vanno sciacquate bene. Restano, comunque, sempre al dente…

notizie da http://www.magnaetruria.com

Sono legumi molto antichi della tradizione “povera” contadina, consumati in abbondanza in periodo di guerra, in seguito sono stati “quasi” dimenticati.
Da meno di 10 anni sono stati riscoperti, si trovano oggi in abbondanza in Umbria, Molise e Abruzzo.
A metà tra i ceci e le fave, ma somigliano di più ai ceci, sono ottime
Questa zuppa è di tradizione umbra, andrebbe completata con del tartufo rosolato in poco olio…

Zuppa di Cicerchie
Ricetta da me inserita su Cucinainsimpatia il 26 Novembre 2008

  • 200 g di cicerchie (io ci ho aggiunto qualche cece )
  • 50 g di guanciale (ho usato la pancetta consentita in prontuario)
  • 1 ciuffo di rosmarino
  • 1 aglio tritato
  • 2 patate piccole (o 1 grande)
  • 6 pomodorini ciliegia
  • sedano
  • 1 cipolla
  • 2 carote (che non avevo)
  • tartufo nero per completare
  • olio, sale e pepe

Mettete a bagno le cicerchie per 24 – 36 ore.
Tagliate le patate, le carote, le cipolle, i pomodorini (spellati) e il sedano a cubetti.
Nella pentolina (meglio se di coccio) fate rosolare il guanciale con un filo di olio, il rosmarino e l’aglio tritato.
Unite le verdure a cubetti e fate rosolare per circa 10 minuti.
Alla fine unite le cicerchie ammollate, coprite con acqua abbondante e fate cuocere a fiamma bassa per circa 2 ore – 2 ore e mezza.
Salate solo alla fine e spolverizzate con pepe nero macinato al momento.
Se lo avete completate la zuppa con del tartufo nero tagliato sottile e rosolato un attimo in poco olio

La pentolina di coccio ve la presento più in là 😉

Zuppa di Cicerchie
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11 Commenti in “Zuppa di Cicerchie

  • 13 gennaio 2011 at 7:26
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    Ciao Felix, io amo le cicerchie (ma questo l'ho detto :-))e le minestre le faccio anch'io nel coccio, mi sembra abbiano un sapore speciale..una bella giornata a te "tra i fornelli" :-*

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 8:23
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    io mangio cicerchie da quando son nata

    a Castelvecchio Calvisio (AQ) in agosto fanno da sempre la Sagra della Cicerchia; chi può non se la lasci scappare

    la tua ricetta mi piace sempre, ma ti suggerisco una foglia di alloro in cottura per evitare i tipici effetti collaterali dei legumi ;););)

    NonnaVale

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 9:44
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    Uau!!!!! Le avevo viste al supermercato qualche mese fa e mi chiedevo come fossero e come si cucinassero, visto che non ci sono né latte né uova, posso provare a proporla ai miei due terzi di famiglia… unico dubbio e se sono allergizzanti come le fave, a cui Alice è allergica, sgrunt! Proverò e ti saprò dire, a presto, Moni

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 11:23
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    Questa zuppa l'ho mangiata diverse volte e devo dire che è fantastica.

    I tuoi post sono sempre completi ed esaurienti, brava

    Baci Olga da me e Davide

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 14:40
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    oh ma che mega zuppa dei poveri!!! A volte vorrei avere più a che fare con la tradizione contadina che con i supermercati!
    Buona giornata

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 16:48
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    Che buona la zuppa, poi con il freddo di questi giorni mi piace mangiare cose calde e salutari, dopo le abbuffate dei giorni passati! Un abbraccio Felix!

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 18:24
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    Questa zuppa non è molto conosciuta dalle nostre parti ma ne abbiamo sentito parlare. Grazie per averci suggerito questo piatto insolito ma sicuramente ottimo!
    Baci!

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 18:48
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    Qui le amiamo tutti!!!!!! Anto se ne fa scorpacciate da camionista …
    Qui nel napoletano, precisamente nella zona dei Campi Flegrei, se ne produce una qualità STRAORDINARIA, sono più piccole, ma grazie al terreno vulcanico, di un sapore unico. Peccato solo che in tutta la zona se ne producano pochi quintali :-( per fortuna però da un po di tempo è nata la Comunità del Cibo della Cicerchia Flegrea, che raggruppa i pochi produttori intenzionati a riprendere la coltivazione e a tutelare questo magnifico legume.

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 20:31
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    io non le conosco neanche…devo rimediare! hmmmm, le cercherò, mo vedo prima come si chiamano qui!
    bacio Felix!

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 21:19
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    bella questa zuppa, sai che non le ho mai assaggiate… e dire che le ho viste mille volte dal civaiolo (così si chiama qui in toscana il negozio che vende i legumi, direttamente dai sacchi di yuta, bellissimi)

    un dubbio: ma la pancetta? io su pancetta guanciale & Co. sono in gran pena. perché non riesco a trovarne di decenti fra quelli consentiti. di guanciale ad esempio nemmeno uno. ma come si può stare senza guanciale? ecchecavolo ci metteranno su questi salumi?
    gaia che si sente in colpa perché ogni tanto mangia il guanciale senza preoccuparsi che sia consentito

    Rispondi
  • 13 gennaio 2011 at 21:38
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    e proprio dopo aver visto quel post..
    che alla prima occasione le comprai..
    Grazie a te Olga
    baciotti
    Enza

    Rispondi

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