Vi starete chiedendo che è successo! Tre post su tre “monofarina” 😉
In breve: l’ho comprata e mi è piaciuta proprio tanto. E Voi sapete che se qualcosa ritengo che funzioni, devo assolutamente condividerla, perché può essere utile a tutti.
Ancora in sintesi: questo Mulino molto probabilmente (o almeno fino a due giorni fa) non sa neppure della mia esistenza, non mi hanno pagato 😉

Sono anni che inseguo il sogno di trovare una farina senza glutine per pane che renda bene da sola, senza stare lì ad impazzire facendo il piccolo chimico.
Forse ci siamo; dico forse perché ora piano piano le prove vanno fatte tutte per soppesarla adeguatamente, ma qualcosina l’abbiamo capita (tenete conto che loro non danno alcuna ricetta, e che bisogna arrangiarsi da soli).

Questi gli ingredienti: amidi, latte scremato in polvere, farina di riso, cellulosa in polvere, destrosio, fibre vegetali, sale, idrossipropilmetilcellulosa (E464).
Per cui: non ci sono gomme, ed infatti (finalmente) il pane non è gommoso.
Non sono specificati gli amidi: per cui prima dell’acquisto e se soffrite di altre intolleranze (mais, frumento, nichel, etc…) valutate di chiedere direttamente a loro che ci mettono, magari sollecitandoli a specificarlo anche in etichetta, perché per noi che siamo “tipini delicati” è molto importante avere tutte le informazioni.
Contiene latte: quindi chi è intollerante al lattosio e alla proteine del latte, per adesso non può accedervi.

  • Il sapore è ottimo, sa di pane, non ha retrogusto. Mi son portata due fette di questo pane fin su a Milano per farlo assaggiare a Lidia e lei (e con tutto che era già passato un giorno) mi ha detto che non c’era retrogusto.
  • La mollica viene bella; la crosta pure, la quale come sapete dipende molto dalla pezzatura del pane, dalla cottura e da un gioco di temperatura del forno.
  • La farina si presenta elastica, tende ad appiccicare meno rispetto a quelle cui siamo abituati, anche mantenendo l’idratazione alta.
  • In lievitazione fa venire un colpo, perché sembra non crescere adeguatamente (sembra quasi fermo), salvo poi esplodere e prendere 4 dita in altezza non appena entra in forno (questo lavoro lo fa la cellulosa).
  • Il pane tende a rimanere leggermente più umido all’interno, per cui occhio all’idratazione che non deve essere eccessiva. Si calcola un range che va dall’75% al 90% di idratazione rispetto al peso della farina, di più si rischia di farlo venire bagnato dentro, perché trattiene parecchio l’umidità. Questa caratteristica però si tramuta in un vantaggio alla lunga, perché il pane si mantiene molto bene, bello morbido :)
Ora taccio e passo alla ricetta semplice semplice.
Update al 14/03/2014: poiché il punto di umidità di questa farina mi fa dannare, ho riprovato con una idratazione al 75% e va meglio.
©Pane Bianco con Farina senza glutine Molino DallaGiovanna©
  • 500 g di farina per pane e pizza senza glutine DallaGiovanna (oppure 400 di DallaGiovanna e 100 g di farina Glutafin, così il pane resta più asciutto)
  • 375 g 425 g di acqua tiepida (85% 75% di idratazione)
  • 13 g di lievito di birra fresco o 5 g di lievito di birra secco
  • 5 g di zucchero
  • 2 cucchiai di olio
  • 1 cucchiaino di sale
Per vedere come eseguo questo procedimento guardatevi questo: Passo Passo Pane Bianco
Nella ciotola (dell’impastatrice se usate quella) sciogliete il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero.
Dopo 5 minuti unite la farina ed iniziate ad impastare, unite il sale e l’olio facendoglielo assorbire bene.
Fate lavorare la macchina o le frustine a spirale a mano per 5 minuti buoni ed una bella velocità, così l’ossigeno nutre i lieviti.
Coprite la ciotola. Io l’ho lasciata sul piano della cucina così a temperatura ambiente, non l’ho quindi forzato.
Dopo due ore l’ho ripreso e sono rimasta di stucco, si era mosso di pochissimo.
Ho cercato di fare finta di nulla: ho infarinato poco il piano di lavoro (mix it, farina di mais, farina di riso: scegliete Voi), ci ho scaravoltato sopra l’impasto e l’ho lasciato riposare ancora 20 minuti.
Poi l’ho tagliato con una spatola in circa 13 pezzi, li ho coperti con un telo di cotone e acceso il forno.
Ho arroventato quindi la pietra a 230°
Dopo circa 40 minuti quindi, ho spennellato i panini con acqua e olio e li ho poggiati sulla pietra rovente: ho abbassato subito a 220° per 12 minuti e poi sono scesa ancora a 190 ° per altri 15 minuti (se prolungate ancora questo ultimo tempo la crosta si fa ancora più spessa, per cui scegliete Voi).
Poi li ho sfornati, e intanto ho atteso che intiepidissero per aprirne uno trovando una caverna…
L’alveolatura è giustamente irregolare in quanto il pane non è stato rilavorato dopo la prima lievitazione, ma solo spezzato.
Io però vi posso già anticipare che questo impasto ricresce in forno anche se lo tramortite lavorandolo, e così facendo giustamente acquisisce un alveolo regolare. Poi metto le prove precedenti.
Adesso noi ci auguriamo che anche le altre farine senza glutine per altri usi, prodotte da questo Mulino diano buoni risultati.
Vediamo un po’ 😉 Per intanto siamo tanto contente, perché il pane è buono buono! :)
Un abbraccio!
Olga
Pane Bianco Semplice con Farina Senza Glutine DallaGiovanna
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28 Commenti in “Pane Bianco Semplice con Farina Senza Glutine DallaGiovanna

  • 22 ottobre 2013 at 8:20
    Permalink

    Le tue informazioni e i tuoi esperimenti sono sempre utilissimi, e io ti seguo attentamente, dato che sono alle prime armi per il gluten free.
    Mi fa piacere sapere che c'è questa farina che può essere usata da sola con buoni risultati. Ma cosa si può fare perché la ditta dia maggiori specifiche sugli ingredienti e, soprattutto, perché commercializzi le sue farine anche nella grande distribuzione?

    Rispondi
  • 22 ottobre 2013 at 8:43
    Permalink

    Ciao Ornella :) Per sapere quali amidi hanno scelto penso che basti mandare loro una mail.
    Per la vendita nella GDO (grande distribuzione organizzata) penso che abbiano maggiori difficoltà, tenuto conto che sono nuovi nell'ambiente del senza glutine, hanno presentato queste farine circa 1 anno fa.
    Già non sarà facile trovare questo prodotto nei negozi dedicati e nelle famacie ed è dalla diffusione in questi ambienti che occorre partire.

    Grazie Ornella :)

    Rispondi
  • 22 ottobre 2013 at 10:51
    Permalink

    Cia Felix, spettacolare questa caverna! mai vista finora nei pani gluten free che abbiamo provato a realizzare.Noi abbiamo provato la farina Dallagiovanna per fare delle focaccine davvero eccezionali…concordo con il tuo entusiasmo!
    Ellen

    Rispondi
  • 22 ottobre 2013 at 10:59
    Permalink

    Grazie Ellen :) Le caverne vengono (anche con le farine senza glutine) e dipende da tanti fattori, idratazione e cottura ad esempio. Solo che per farle venire fino ad adesso abbiamo dovuto usare sempre tre farine, scelte tra le altre e mescolate tra di loro secondo una certa proporzione. Questa invece ha fatto tutto da sola, è dovuto anche a questo l'entusiasmo 😉

    Rispondi
  • 22 ottobre 2013 at 13:35
    Permalink

    mi sono fatta contagiare dal vostro entusiasmo e ho ordinato un pacco di ogni farina di questo mulino. Non vedo l'ora di provarla!

    Rispondi
  • 22 ottobre 2013 at 13:50
    Permalink

    Giulia :) l'obiettivo sarebbe quello di avere a disposizione una sola farina che renda bene, di facile reperibilità, senza bisogno di mescolare, miscelare, etc… Il pane viene proprio buono, la sua qualità migliore è proprio il sapore, adesso vediamo fino a quanti impieghi può avere senza impazzire 😉

    Rispondi
  • 23 ottobre 2013 at 10:59
    Permalink

    Wow, che bel pane!
    Ho visto che vendono anche online, mo' vedo se combino a prendermi pure io un paio di pacchi di questa farina!!
    Grazie ragazze, siete sempre mittticccheeee!!!

    Rispondi
  • 23 ottobre 2013 at 18:52
    Permalink

    Questa farina è in vendita nel negozio di gluten free dove io mi servo di solito. Non l'ho mai acquistata, anche perchè mi trovo benissimo con il vostro Mix, ma adesso mi avete incuriosito, ma soprattutto ingolosito parecchio!!!!! :o)
    La prossima volta che ci vado, la prendo e poi vi dirò!
    Baciotti
    Anto:o)

    Rispondi
  • 23 ottobre 2013 at 22:49
    Permalink

    se non ci foste voi a sperimentare…
    questa farina con le vostre caverne sembra proprio ottima, sono andata sul loro sito e sembra si possa comprare online.
    vado????

    Rispondi
  • 18 novembre 2013 at 16:30
    Permalink

    Olgaaaa!
    Da sabato mi porto dentro emozioni bellissime,e,per farle fruttare,Ho già in forno 8 meravigliosi panini molino dallagiovanna!
    Che dirti? Grazie e solo grazie!

    Rispondi
  • 20 novembre 2013 at 13:20
    Permalink

    Grazie a te!!!! L'emozione ce la portiamo dentro anche noi! Ci avete ricaricato le pile! 😉
    Un abbraccio!

    Rispondi
  • 22 novembre 2013 at 7:37
    Permalink

    il pane viene davvero molto buono, che bello poter aprire solo un pacco di farina e usarlo, senza fare il piccolo chimico. ..

    Rispondi
  • 25 novembre 2013 at 18:04
    Permalink

    Ho provato la ricetta l'ho eseguita rispettando ogni intimo punto, ma dopo la prima lievitazione di due ore l'impasto è lievitato tanto, quasi il doppio, ma una volta che l'ho scaravoltato sul piano di lavoro tendeva ad allargarsi (Forse devo aggiungere più farina?). Comunque ho cercato di accompagnare l'impasto con le mani senza smontarlo. L'ho fatto riposare x 20 minuti e poi ho tagliato i panini e dopo 40 min. li ho cotti, ma dentro non sono venuti vuoti come i vostri (dipenderà dalla cottura?!) Comunque sono venuti buonissimi… li hanno mangiati tutti e mi hanno fatto i complimenti!!! Grazie!!!!

    Rispondi
  • 25 novembre 2013 at 18:08
    Permalink

    Ciao Ale, sì la cottura gioca un ruolo fondamentale, dipende molto dal forno anche. Come la lievitazione cambia secondo le condizioni ambientali esterne, fai conto che a casa mia c'è molto freddo, per cui magari a te ci voleva meno tempo, e per questo dico sempre che l'occhio in questi casi è il metro di misura più affidabile di qualsiasi indicazione data 😉
    L'importante è che siano venuti buoni. Alla prossima puoi provare a metterci un pochino di farina Glutafin: 100 g su 500 g di farina in tutto.

    Grazie :)

    Rispondi
  • 14 febbraio 2014 at 13:44
    Permalink

    Salve, io ho fatto i panini e sono venuti veramente molto buoni di gusto ma la consistenza è rimasta un po' "collosa" (non era successo con l'impasto Farmo+Glutafin). La lievitazione è stata molto abbondante ma poi quando ho rovesciato l'impasto si è afflosciato. I panini hanno poi lievitato ancora durante la cottura. Tale consistenza può dipendere dalla lievitazione, dalla cottura o semplicemente dal tipo di farina che tende a rimanere un po' più umida come dite voi? I panini sono rimasti buoni anche dopo essere stati congelati e scongelati al microonde. Sembrano appena cotti! Grazie

    Rispondi
  • 15 febbraio 2014 at 10:08
    Permalink

    E' la farina Giorgia, correggi con 100 g di Glutafin se ce l'hai (400 dallagiovanna + 100 di glutafin)

    Rispondi
  • 23 maggio 2014 at 14:24
    Permalink

    Salve a tutti, sono alle prime armi, ho provato varie volte a fare il pane glutenfree ma mi esce sempre duro fuori e gommoso e quasi crudo dentro. What's the problem? Forse perchè non uso l'impastatore e impasto a mano?

    Rispondi
  • 30 maggio 2014 at 13:16
    Permalink

    Ho comprato questa farina e nel weekend ci faccio il pane! E' pure arrivata l'impastatrice, non mi ferma più nessuno! :-)
    Fino ad ora ho usato il vostro mix per il pane, aggiustandolo però senza la Farmo che fatico un pò a trovare e di cui non mi piace il retrogusto. Quindi uso di solito Mix B Shaer più Glutafin o Mix Nutrifree più Glutafin (e farina di mais finissima o farina di grano saraceno in pratica al posto della Farmo). Il pane, che non faccio molto spesso a dire il vero, mi viene buono ma già il giorno dopo diventa duro e insomma spesso ce lo gustiamo solo per la cena e/o la merenda. Dipende dal fatto che non metto la Farmo? Oppure sbaglio a conservarlo?
    Come è meglio conservarlo: sacchetto chiuso, sacchetto con i buchetti, solo sacchetto di carta, in frigo anche se l'ho fatto da mezza giornata, ecc.
    Help!!!
    Annalisa S.

    Rispondi
  • 10 giugno 2014 at 15:47
    Permalink

    Strano che si indurisca il giorno dopo, dovrebbe più che altro rimanere gommosino, ma non duro. Conservalo in un sacchetto di carta che aiuta a trattenere l'umidità pur lasciandolo respirare. Sì la Farmo ha il suo perché in quel mix, serve a renderlo meno biscottato. :)

    Rispondi
  • 10 giugno 2014 at 16:03
    Permalink

    @Dudu: hai provato questa ricetta con le stesse farine? Perché le caratteristiche "duro" e "gommoso" dipendono anzitutto dalle farine che si utilizzano: i mix di farmacia sono tutti diversi fra loro e con rendimento alle volte opposto. Lavorarlo a mano inoltre induce ad aggiungere farina e questo contribuisce ad indurire l'impasto.

    Rispondi
  • 24 dicembre 2016 at 11:27
    Permalink

    Ciao questo pane l’ho già fatto un sacco di volte e viene buonissimo, volevo sapere se posso impastarmi oggi e farlo cuocere domani.
    Grazie e auguri!!!

    Rispondi
    • Felix
      24 dicembre 2016 at 13:24
      Permalink

      Se lo fai stare in frigo si :) 12 ore e poi lo tiri fuori formi i panini e li fai riprendere un’oretta circa prima di infornare

      Rispondi
  • 25 febbraio 2019 at 10:45
    Permalink

    Ho provato a fare il pane ieri, con le tue dosi di farina e acqua mi restava l’inpasto troppo appiccicoso ed ho dovuto aggiungere più farina. però ha lievitato molto bene, appena fatto il pane era buonissimo, la sera però era un po’ gommoso. secondo te c’è modo per tenerlo croccante? io non avendo sacchetti di carta l’ho avvolto nell’alluminio, dici che il problema è stato quello?

    Grazie
    Tiziana

    Rispondi
    • Felix
      28 febbraio 2019 at 23:15
      Permalink

      Ciao Tiziana avresti dovuto cercare di non aggiungere altra farina, il fatto che resti appiccicoso è normale e garantisce leggerezza, meno gommosità e crosta più durevole. Se hai difficoltà è più facile se ti ungi le mani con poco olio. Inoltre è sempre meglio impastare con una impastatrice oppure con il frullino elettrico con le fruste a spirale. In ogni caso chiuderlo (soprattutto se ancora tiepido) nell’alluminio non aiuta il pane a perdere l’umidità interna che poi si riflette sulla crosta ammorbidendola troppo.

      Rispondi

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