Eccoci! Sono quasi 12 anni che questa preparazione mi fa disperare, non che non si possano impastare insieme uova, burro, lievito e farina, ma la consistenza leggera e non troppo umida tipica del pandoro è sempre stata un miraggio, perché la fetta dovrebbe avere una alveolatura minuta e uniforme (come dice espressamente il disciplinare del Pandoro) e non quasi da pane; deve essere leggermente ovattato e sciogliersi in bocca; avere sentore di burro e vaniglia e niente altro.
La forma ovviamente c’è sempre stata, se hai lo stampo il gioco è fatto, ma per i miei gusti (e le mie aspettative) io sono arrivata sempre e solo alla forma e ad ottenere un dolce accettabile.

Per cui, a dire il vero, per un po’ mi sono fermata. Quest’anno mi son detta: Olga rifletti! Quale farina tra quelle che hai davanti ti potrebbe avvicinare al pandoro? Non ti resta che la Glutafin.

Gambe in spalla e proviamo, al limite non succede nulla di nuovo e pace.
Avevo bisogno però di un supporto (non solo morale) e di una ricetta con glutine da adattare: in un colpo solo ho trovato entrambe le cose, la mia amica Daniela e la ricetta con glutine e senza sfogliatura del maestro Adriano Cortinisio (la sua con glutine la trovate QUI ) già a dosi dimezzate e pronta ad operare senza glutine.
Daniela l’aveva tradotta l’anno scorso e poi messa da parte, perché con tutte le farine con cui  aveva provato (credo le abbia provate quasi tutte) non aveva ottenuto un granché, quest’anno l’ho torturata e alla fine ha ceduto (con altissimo scetticismo) a provare la Glutafin.

E’ finita quindi che lei ha fatto tre prove ed io due (e siamo pronte lei per la quarta ed io per la terza, perché va aggiustata ancora qualcosa in cottura ): non è stato un gran sacrificio questa volta ed è la prima volta che mi succede di non arrivare ad odiare il Pandoro, anzi…
Abbiamo torturato un po’ di gente, vicini di casa, amici chef, parenti, amici, figli, tutti rigorosamente scelti tra i “non celiaci”: “mangia mangia, assaggia, fai prova comparata con fetta di pandoro con glutine” e nella prova comparata soprattutto all’assaggio si sono sbagliati tutti :) prendendo per gluten free ciò che non lo era :)

Insomma, ci siamo divertite in realtà, perché con la celiachia così si fa, si gioca, si condivide e quindi si sdrammatizza :)

Adesso torniamo seri e passiamo alla ricetta, provatela perché viene buono :)
Abbiate pazienza che la preparazione è lunga (per tempi), per cui dovete calcolare di stare un giorno a casa

Pandoro

©Pandoro Senza Glutine©
per un pandoro di circa 790 g di peso

  • 317 g di farina Glutafin
  • 130 g di burro morbido (quindi tolto dal frigo almeno 1 ora prima)
  • 140 g di zucchero
  • 25 g di panna fresca
  • 95 g di acqua
  • 165 g di uova (sono tre di 55 g ciascuna, sgusciate)
  • 40 g di cioccolato bianco
  • 8 6 g di lievito di birra o 3 g di lievito di birra secco (oppure per una lievitazione più rapida o se da voi c’è troppo freddo potete portare il lievito fresco a 11 g e quasi 5 quello secco) Vi ho ridosato il lievito diminuendolo perché mi sono accorta che vi lievita troppo velocemente (probabilmente a casa mia c’è più freddo), diventa instabile e scende in forno durante la cottura
  • 1 pizzico di sale
  • mezzo cucchiaino scarso di miele (sceglietelo leggerissimo che non si deve sentire affatto: per cui o acacia o sulla)
  • i semi di una bacca di vaniglia
  • 7 g di rum

Siamo pronti? Ok :)

collage

La sera prima, perché deve riposare 12 ore in frigorifero, preparate il poolish con:

  • 75 g di acqua
  • 37 g di farina glutafin
  • 3 g di lievito di birra fresco o 1,5 g circa di lievito di birra secco

sciogliete bene tutto con una frusta a mano: il composto è liquido e con le bollicine, lo vedete nella foto 1. Mettetelo in frigo per 12 ore
Dentro il poolish, Adriano, prevede l’inserimento di una punta di vaniglia, Daniela ce la mette, io no, perché la sento troppo, preferisco che prevalga leggermente l’aroma del burro.

subito dopo preparate l’emulsione aromatica con:

  • 40 g di cioccolato bianco
  • 25 g di panna
  • 50 g di burro
  • semi di una bacca di vaniglia

Come vedete nella foto 2 mettete sul fuoco a fiamma bassissima un pentolino con l’acqua, poggiateci sopra a bagno maria il contenitore con il cioccolato a pezzetti, la panna e il burro. Fate sciogliere lentamente e senza che MAI l’acqua arrivi a bollire, altrimenti il cioccolato bianco cuoce e si raggruma e l’emulsione è rovinata. Appena la vedete liscia e vellutata come in foto, travasatela in un barattolo, come da foto 3 ed aggiungete la vaniglia.
Chiudete, fate intiepidire e poi mettetela in frigo.

Adesso andate a ninna :)

Il giorno dopo, appena vi alzate tirate fuori dal frigo il poolish, l’emulsione aromatica ed il burro che vi servirà per tutta la preparazione e metteteli da parte. Intanto preparate un lievitino con:

  • il miele
  • 20 g di acqua tiepida di rubinetto
  • 5 3 g di lievito di birra fresco oppure 1,5 g circa di lievito di birra secco (o se c’è particolarmente freddo: 8 di quello fresco e 3,5 di quello secco)
  • 40 g di farina Glutafin

Mescolate già tutto nella ciotola dell’impastatrice ed aspettate che raddoppi. In tutte le prove effettuate ci ha sempre messo 1 ora, come lo vedete nella foto 4

A quel lievitino raddoppiato aggiungete ora sempre nella ciotola dell’impastatrice:

  • tutto il poolish
  • 75 g di farina
  • 1 uovo
  • 50 g di zucchero
  • 40 di burro morbido

Fate andare l’impastatrice con la frusta K o a foglia ed aggiungete il burro per ultimo, pezzettino per pezzettino, fino ad ottenere un impasto molto cremoso e liscio, con il burro ben assorbito come lo vedete nella foto 5. Tappate la ciotola e  mettete a lievitare in forno spento con la lucina accesa, fino al raddoppio. Da tutte le prove fatte ci ha sempre messo fra le quattro e le cinque ore e dovete trovarlo come lo vedete nella foto 6.

Nota: fondamentale l’aggiunta del burro, NON deve essere liquido ma molto morbido e quando lo aggiungete dovete vedere che l’impasto gonfia e monta acquistando stabilità (il burro emulsiona).

Adesso andiamo all’impasto finale. A quell’impasto raddoppiato della foto 6 dovete aggiungere:

  • 165 g di farina
  • due uova
  • 90 g di zucchero
  • 40 g di burro
  • tutta l’emulsione aromatica
  • 7 g di Rum
  • il pizzico di sale

le uova vanno aggiunte una per volta, fate assorbire bene ed unite il successivo, unite alla fine il burro sempre pezzetto per pezzetto e fate assorbire bene.
Poi l’emulsione aromatica pian pianino e la fate assorbire, aggiungete il rum ed il sale. Fate lavorare molto molto bene la macchina.
Ed otterrete un composto morbidissimo tipo torta come nella foto 7 che andrà trasferito nello stampo.

Nota: fondamentale l’aggiunta del burro, NON deve essere liquido ma molto morbido e quando lo aggiungete dovete vedere che l’impasto gonfia e monta acquistando stabilità (il burro emulsiona).

Sbattete bene lo stampo sul piano della cucina per evitare che dentro si creino vuoti d’aria, i quali pure potrebbero poi compromettere la cottura.

IMPORTANTE: se il vostro stampo è antiaderente e teflonato NON va imburrato né infarinato. Vanno imburrati bene solo gli stampi di alluminio e banda stagnata.

Adesso che è nello stampo bisogna aspettare che cresca e anche qui ci vogliono 5 – 6 ore circa, sempre in forno spento  con la lucina accesa. In ogni caso prima di portarlo a cottura lo dovete vedere ben gonfio più o meno come in foto 8

Intanto che aspettate leggetevi un attimo quanto segue che vi serve :) :

  • Lievitazione: questa dovrebbe avvenire molto lentamente per dare tempo all’impasto di stabilizzarsi e quindi evitare che scenda in cottura. Per questo trovate le dosi base di lievito diminuite, le indicazioni sulla luce del forno accesa, tagliate.
    La temperatura ideale di crescita non dovrebbe superare i 26°, meno sì di più no.
    Per cui se nelle varie fasi (cioè I impasto e II impasto) ci mette più di 5 – 6 ore a crescere è meglio. Il lievito di birra secco rallenta la lievitazione, ma restituisce un impasto più stabile
  • Il mio impasto è bello giallo perché ho usato le uova con i tuorli arancioni, bio, con il guscio bianco e che sono uova di ottima qualità.
  • l’aroma sarà tanto più intenso se ed in quanto gli ingredienti che lo compongono vengano scelti con cura: vale per la vaniglia, il burro ed il cioccolato bianco
  • l’impasto finito crudo e trasferito nello stampo pesa circa 900 g
  • il mio stampo è un po’ particolare, più basso e svasato di quello che di solito hanno tutti: misura 13 di altezza e 23,5 di diametro, per cui riesce a fare bene quell’effetto di cupola gonfia
  • quello di Daniela è invece un antiaderente classico più alto e stretto: circa 15 cm di altezza per 20 – 21 cm di diametro e quindi difficilmente vi farà l’effetto cupola fuori dallo stampo, portate a cottura quando lo trovate gonfio almeno 2 cm 4 cm sotto al bordo. (stiamo comunque provvedendo a proporzionare l’impasto giusto per uno stampo classico da 1 kg 😉 )
  • sicuramente la differenza di stampo ha provocato a me qualche problema in cottura, poco sostenuto ai lati si è sì gonfiato moltissimo ma poi è sempre sceso, mentre Daniela non ha avuto di questi problemi.
  • Dimenticavo!: Daniela lo ha sempre fatto con il lievito di birra secco, e abbiamo notato che è poco più lento nella crescita.

Per cui passiamo alla cottura che per me (ma solo per me) è stato l’unico punto dolente:

partite da forno caldo statico intanto. Il forno ventilato non è indicato per questo tipo di cotture, ma se avete solo quello, abbassate di 30° circa la temperatura indicata per lo statico.

Ora, io il primo e che è quello che vedete nella foto 9 l’ho cotto per 55 minuti a 160°, si era gonfiato tantissimo, aveva fatto un bel cuscino sotto e che si intravede ancora, ma poi se ne era sceso, questa la fetta (foto 10):

fetta pandoro 160 copy

il secondo che è quello che vedete subito all’inizio l’ho cotto a 150° per 1 ora e 10 minuti. Se ne è sceso anche questo un po’, ma non da fare danni alla struttura come vedete, solo che si è cotto un pelino troppo

Daniela invece ha cotto sempre a 160° statico per 40 minuti e non ha mai avuto problemi

Lidia lo ha cotto a 140° forno statico per 50 minuti più 10 minuti di riposo in forno spento (ed io vi consiglio di cuocere a 140°)

pandoro Daniela

Quando è cotto e lo tirate fuori dal forno sformatelo solo DOPO 1 ora di riposo dentro lo stampo così stabilizza bene.

Appena si raffredda bene spolverate con abbondante zucchero a velo vanigliato. Conservatelo in una busta di quelle per la congelazione.

Ora sicuramente mi sarò dimenticata un milione di cose da dirvi, ma tanto è altamente probabile che verrà aggiunta qualche altra prova e altri aggiustamenti in cottura.

Intanto provateci perché anche non perfetto è ottimo, leggerissimo, non umido e senza alcun tipo di retrogusto. Il giorno dopo è migliore, l’aroma si assesta e la struttura diventa più elastica.

Buon Pandoro!

pandoro 150


Vi aggiorniamo con il Pandoro realizzato da Lidia, prova utilissima che consente di superare qualcuno dei problemi che si creano in fase di lievitazione e cottura:

Questo l’impasto prima di iniziare l’ultima lievitazione nello stampo

impasto in lievitazione

 

questo l’impasto alla fine dell’ultima lievitazione prima di andare in cottura
impasto lievitatoGli stampi normalmente in commercio sono alti 15 cm con un diametro di 22 cm da punta a punta.
Nella prima foto vedete l’ultimo impasto prima della lievitazione.
Nella seconda è pronto per essere infornato e cioè quando è a 4 cm dal bordo.

pandoro in cotturaCosì è qualche attimo prima di essere sfornato: è stato cotto a 140° forno statico per 50 minuti più 10 minuti di riposo in forno spento

pandoro cottoSfornato e a riposo nello stampo

pandoro1Inzuccherato…

pandoro

E pronto per l’assaggio… :)

Un abbraccio!

Olga


Aggiornamento

Di seguito potete trovare le dosi per uno stampo alto 15 cm con un diametro da punta a punta di 22 cm.

  • 441 g di farina Glutafin
  • 182 g di burro morbido
  • 195 g di zucchero
  • 35 g di panna fresca
  • 132 g di acqua
  • 230 g di uova (sono circa 4)
  • 56 g di cioccolato bianco
  • 8 g di lievito di birra fresco (abbiamo visto che è meglio usare il lievito di birra fresco)
  • 1 pizzico di sale
  • mezzo cucchiaino di miele (sceglietelo leggerissimo che non si deve sentire affatto: per cui o acacia o sulla)
  • i semi di una bacca di vaniglia
  • 10 g di rum

così suddivisi:

– poolish con:

  • 104 g di acqua
  • 51 g di farina glutafin
  • 4 g di lievito di birra fresco

– emulsione aromatica con:

  • 56 g di cioccolato bianco
  • 35 g di panna
  • 70 g di burro
  • semi di una bacca di vaniglia

– lievitino con:

  • il miele
  • 28 g di acqua tiepida di rubinetto
  • 4 g di lievito di birra fresco
  • 56 g di farina Glutafin

– primo impasto con:

  • tutto il poolish
  • tutto il lievitino
  • 104 g di farina Glutafin
  • 76 g di uova
  • 70 g di zucchero
  • 56 di burro morbido

– impasto finale con:

  • primo impasto
  • 230 g di farina Glutafin
  • 154 g di uova
  • 125 g di zucchero
  • 56 g di burro
  • tutta l’emulsione aromatica
  • 10 g di Rum
  • il pizzico di sale

Il procedimento resta invariato, deve essere infornato quando è a 2 cm dal bordo

pandoro 1 kg lievitato

Vi consiglio di mettere un foglio di carta di alluminio sotto lo stampo quando lo infornate in quanto durante la cottura lievita fin fuori dallo stampo senza cadere, ….. ma non si sa mai.

pandoro 1 kg forno

Ed eccolo sfornato, con il tipico cuscino anche se non così alto come quello glutinoso!

fetta pandoro 1 kg

 

Buon 2016!

Lidia

 

Il Pandoro… di nuovo
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124 Commenti in “Il Pandoro… di nuovo

  • 10 dicembre 2015 at 19:13
    Permalink

    che meraviglia !!!!! io non ci provo nemmeno a cambiare gli ingredienti in “senza lattosio” lo gusterò con gli occhi sperando di poterlo fare tra qualche anno ….grazie Olga ,un abbraccio e buon pandoro a tutte <3

    Rispondi
  • 10 dicembre 2015 at 19:37
    Permalink

    Domande: lo posso impastare col Bimby? Come mai hai scelto proprio la Glutafin? Grazie!

    Rispondi
    • Felix
      11 dicembre 2015 at 13:15
      Permalink

      Ciao Elena :) perché è quella che pur essendo fine fine (e questo quindi dà molta leggerezza al prodotto) regge adeguatamente tutte queste lievitazioni ed il peso di ingredienti pesanti :)
      Sì, puoi usare il Bimby, ma stai sempre attenta a non scaldare troppo l’impasto con le lame.

      Rispondi
  • 10 dicembre 2015 at 20:22
    Permalink

    Non posso crederci, una sola farina??? Insomma tutto mi spinge a provarlo 😉

    Rispondi
  • 10 dicembre 2015 at 20:59
    Permalink

    Lo proverò anche se ahimè ha il lattosio e non potrò mangiarlo! Però se si sostituisse con la farina Molino della Giovanna per impasti lievitati,pensa che venga comunque buono?

    Rispondi
    • Felix
      11 dicembre 2015 at 13:14
      Permalink

      Ciao Giulia :) con il Molino dalla Giovanna (che comunque contiene latte) non viene nello stesso modo (provato).
      Quella più simile e senza lattosio è la Revolution per pane e pizza oppure la Bezgluten

      Rispondi
  • 10 dicembre 2015 at 22:24
    Permalink

    Mi stuzzica l’idea di preparare il tuo pandoro, anche se il procedimento è molto lungo e complicato, ma la mia bimba di tre anni( la mia bella celiachina) non ha mai assaggiato un pandoro, ed anche se ancora di pretese non ha sarebbe bello vedere il suo visino meravigliato davanti a questo pandoro sconosciuto ( anche se non credo potrà mai assomigliare minimamente al tuo)! Comunque veramente complimenti Olga, e grazie per regalarci le tue magnifiche ricette😘😘😘

    Rispondi
  • 10 dicembre 2015 at 23:10
    Permalink

    Per Glutafin intendi la Select?
    Che voglia di provare ho…. non mangio glutine da più di dieci anni e non rimpiango niente… ma il pandoro è l’eccezione. Ho tentato e ritentato negli anni fino a rinunciare del tutto, ma vedere le tue foto e leggere i tuoi commenti mi dà la voglia di riprovarci!!!
    Grazie Olga per tutto ciò che condividi ♥

    Rispondi
    • Felix
      11 dicembre 2015 at 13:17
      Permalink

      Sì quella la Select :)
      Un abbraccio Anna! e grazie

      Rispondi
  • 10 dicembre 2015 at 23:11
    Permalink

    P.S. Ed un grazie ovviamente anche a Daniela :)

    Rispondi
  • 11 dicembre 2015 at 8:15
    Permalink

    Considero questo pandoro il primo vero augurio di Buon Natale.
    Un giorno a casa..si può organizzare.
    L’anno scorso ho “programmato” i tempi del panettone,salvo poi trovarlo pronto per la cottura alle 2,30 di notte, preparare la struttura per appenderlo da cotto e mettere la sveglia sui tempi di fine cottura.
    Grazie Olga e Felici Giorni di Dicembre.
    N.Edda

    Rispondi
    • Felix
      11 dicembre 2015 at 13:37
      Permalink

      Grazie Edda, felici giorni anche a te :)

      Rispondi
  • 11 dicembre 2015 at 22:02
    Permalink

    Avevo fatto una prova in settimana e sconsolatamente avevo dovuto letteralmente buttare tutto nella “monnezza”…ore ed ore di lavoro buttate, una cocente delusione…ci avevo rinunciato, ma oggi questa ricetta mi dà la carica di nuovo.
    In effetti un pensierino alla Glutafin ce l’avevo fatto ma pensavo di farla entrare nel mix, non avrei mai immaginato di poterla usare assoluta. Domenica sarà la mia giornata pandoro.
    Domanda: burro normale o si può usare anche il chiarificato?
    Non vi ringrazieremo mai abbastanza… 😉

    Rispondi
    • Felix
      12 dicembre 2015 at 13:03
      Permalink

      Ciao Domizia :)
      preferirei che usassi quello normale, ma se intendi usare il chiarificato mettine il 20% in meno.

      Fammi sapere e grazie a te cara :)

      Rispondi
  • 12 dicembre 2015 at 16:59
    Permalink

    Ciao Olga per panna fresca intendi quella da frigo da montare?

    Rispondi
  • 12 dicembre 2015 at 20:00
    Permalink

    Ciao,
    essendo molto lungo il procedimento potresti indicarmi più o meno a che ora cominciare il mattino e per che ora sarà pronto???
    grazie mille =)

    Rispondi
    • Felix
      13 dicembre 2015 at 11:42
      Permalink

      Se alla mattina inizi con calma tipo verso le nove, lo cuoci nel tardo pomeriggio

      Rispondi
  • 13 dicembre 2015 at 10:53
    Permalink

    A che livello del forno va messo a cuocere?

    Rispondi
    • Felix
      13 dicembre 2015 at 11:41
      Permalink

      Un gradino sotto la metà

      Rispondi
  • 13 dicembre 2015 at 12:26
    Permalink

    Grazie, ho seguito il tuo consiglio ed ho usato il burro normale (anzi uno prodotto sulle nostre montagne, a Monte Pratello sopra Sulmona) adesso sta lievitando nello stampo…incrocio le dita…..anche quelle dei piedi.
    Besos a todos

    Rispondi
    • Felix
      13 dicembre 2015 at 12:28
      Permalink

      Domizia ti raccomando la cottura ed il calore del forno, cuocilo di più ad una temperatura bassa.
      Davvero rischia la discesa soprattutto al centro, purtroppo sti forni nuovi (il mio è nuovo) sono eccessivamente violenti per le cotture delicate e traballanti nel mantenimento della temperatura interna.

      Rispondi
  • 13 dicembre 2015 at 12:55
    Permalink

    spero che la mia Smeg non mi tradisca proprio oggi…..
    (domizia incrocia anche i capelli)

    Rispondi
  • 13 dicembre 2015 at 17:50
    Permalink

    Ciao Olga, volevo chiedere se il forno deve per forza essere statico, avete provato con il ventilato e proprio non si può? Grazie mille.

    Rispondi
  • Felix
    13 dicembre 2015 at 17:55
    Permalink

    Ciao Lisa :) il ventilato non è indicato per questo tipo di preparazione neppure con glutine.
    Lo lascia troppo umido dentro.

    Tu prova ad abbassare di 20° – 30° la temperatura data in ricetta per lo statico

    Rispondi
  • 13 dicembre 2015 at 19:06
    Permalink

    Niente da fare….. devo aver sbagliato qualcosa, ma non mi arrendo…..
    mi troverete a Pasqua ancora a provare pandori

    Sob

    Rispondi
  • Felix
    13 dicembre 2015 at 19:17
    Permalink

    Che è successo Domizia?

    Rispondi
  • 13 dicembre 2015 at 19:36
    Permalink

    E’ tutto un complesso di cose, come direbbe Paolo Conte, come tu avevi previsto si è seduto dopo un quarto d’ora che era entrato nel forno benchè fossi sicura che fosse a 150° (verificato anche con un termometro ad infrarossi gentilmente offerto dal consorte) secondo me non andava bene neppure lo stampo di silicone se ci aggiungi che non avevo potuto usare la planetaria e mi ero dovuta arrangiare impastando nella macchina del pane…. peccato perchè quel poco che si è salvato è di sapore eccellente.
    Ma ci riprovo sicuro.

    Rispondi
  • 13 dicembre 2015 at 21:29
    Permalink

    Olga, che meraviglia|! sicuramente proverò a farlo per mia nipote. Sto aspettando, con ansia, per verificare la riuscita, il 22 per procedere con il tuo panettone. A giudarmi saranno i tuoi preziosi suggerimenti e poi……pandoro di sicuro!
    Un caro saluto
    Romi

    Rispondi
  • 14 dicembre 2015 at 17:19
    Permalink

    Ciao ho fatto il pandoro il risultato mi soddisfa abbastanza ma lo trovo un po compatto, Il mio dubbio è che la compattezza possa dipendere oltre che dallo stampo non adatto anche dall’ordine in cui ho inserito i vari ingredienti, per questo ti volevo chiedere l’ordine preciso di inserimento degli ingredienti del primo e secondo impasto.
    Inoltre volevo chiederti come mai il burro che rallenta la lievitazione viene inserito in parte nel I impasto e se posso invece inserirlo totalmente nel II impasto finale insieme all’emulsione aromatica. Grazie :)

    Rispondi
    • Felix
      14 dicembre 2015 at 20:50
      Permalink

      Marilisa, non deve venire compatto, la sua caratteristica sarebbe quello della leggerezza.
      L’ordine esatto va seguito in realtà solo con riferimento all’aggiunta del burro, il quale deve essere a pomata ed unito per ultimo.
      L’aggiunta del burro è importante per stabilizzare l’impasto stesso (di questo ha bisogno la massa: di stabilizzarsi parecchio, per reggere una lievitazione che se si allunga è meglio, così non cede in cottura e che potrebbe essere stata la causa dell’averlo trovato compatto), nel senso che: quando lo unisci devi fare lavorare bene la planetaria, vedrai che l’impasto si monta quasi e si gonfia diventando una crema molto densa.
      Se lo inserisci tutto al secondo impasto lo sviluppo glielo rallenti.

      Un abbraccio
      Olga :)

      Rispondi
      • 15 dicembre 2015 at 12:40
        Permalink

        Grazie Olga per la spiegazione precisissima come sempre 😉

        Rispondi
  • 14 dicembre 2015 at 18:05
    Permalink

    Ciao, mi piacerebbe provare usando il lievito madre, credi sia possibile? e in che dosi?
    Grazie, veramente un capolavoro
    Monica

    Rispondi
    • Felix
      14 dicembre 2015 at 20:52
      Permalink

      Ciao Monica, per usare il lievito madre devi aggiungere uno zero alla quantità di lievito di birra data in ricetta, diminuendo di circa 10 – 20 g l’idratazione sia del poolish che del lievitino. Tuttavia a molti non piace il pandoro fatto con lievito madre (mi riferisco a quello con glutine) perché l’acidità della pasta madre andrebbe in contrasto con il burro.

      Grazie a te Monica :)

      Rispondi
  • 15 dicembre 2015 at 19:41
    Permalink

    L’emulsione aromatica va aggiunta all’impasto finale prima del burro? o è possibile aggiungerla gradualmente all’impasto?

    Rispondi
    • Felix
      16 dicembre 2015 at 18:32
      Permalink

      Dopo il burro e gradualmente sì :)

      Rispondi
  • 16 dicembre 2015 at 8:49
    Permalink

    Ciao a tutti, sono nuova e sono Federica!
    Ho provato a fare il pandoro e l’impasto e’ venuto molto bene, soffice soffice!
    Ho avuto problemi con la cottura…. ho fatto 5 pandorini in modo da provare piu’ volte e vedere come si comportava il forno… sono implosi quasi tutti…. cosa posso fare? Abbasso la temperatura e cottura lentissima?
    Questo WE ci riprovo… ad ogni modo quando li rovescio non si vede il buco e tutti fanno i complimenti perche’ buonissimi!!!!
    Grazie mille di tutto! Spettacolo la ricetta!
    Fede

    Rispondi
    • Felix
      16 dicembre 2015 at 18:35
      Permalink

      Ciao Federica, benvenuta!

      Prova, oltre ad abbassare la temperatura, a diminuire la dose di lievito, se rallenta un po’ è meglio, così stabilizza e si evita l’implosione in forno.

      Grazie a te cara :)
      Un abbraccio
      Olga

      Rispondi
  • 17 dicembre 2015 at 17:52
    Permalink

    Ciao Olga
    proverò a fare il pandoro il prossimo fine settimana, ma prima vorrei sapere se devo imburrare o meno la stampo che ho acquistato per IL GRANDE EVENTO :) le misure sono all’incirca quelle di Daniela, il materiale è alluminio al 99,9% con rivestimento antiaderente: che faccio???
    Al pari di Domizia (che mi fatto morire dalle risate) incrocierò tutte le dita a disposizione, ma sono certa che parto bene visto che sei una garanzia!!!
    per il resto studierò attentamente tutti i commenti…
    Un grandissimo abbraccio :)

    Rispondi
    • Felix
      17 dicembre 2015 at 17:54
      Permalink

      Ciao Emilia cara :)
      se è alluminio antiaderente (quindi scuro) non devi imburrarlo

      Ti raccomando: lievitazione lenta per cui abbi pazienza e portalo a cottura solo quando lo vedi cresciuto quasi triplicato

      Un abbraccio
      Olga

      Rispondi
  • 18 dicembre 2015 at 8:29
    Permalink

    Un paio di domande accademiche, un consiglio ed una considerazione.
    Domanda 1: un’altra farina insieme alla Glutafin? (pensavo a Dellagiovanna)
    Domanda 2: far aspettare il pandoro nello stampo dopo averlo cotto non fa accumulare vapore con conseguente ammalloppamento?
    Consiglio: quando fate l’emulsione aromatica mettete tutti gli ingredienti in una ciotolina sul termosifone caldo, vi ritroverete l’emulsione pronta senza neppure doverla “accudire” (fate il cioccolato a pezzetti piccolissimi e se avete paura che il termosifone sia troppo caldo mettete uno spessore sotto la ciotola…un piattino, ad esempio, questa emulsione è mitica la userò anche per altri dolci).
    Considerazione finale: se fare un pandoro senza glutine fosse facile la lobby del glutenfree ci avrebbe già inondato di pandori di ogni tipo, colore e farcitura (e conservanti).
    Per cui giù la testa e pedalare, pardon, impastare. 😉
    Besos

    Rispondi
    • Felix
      18 dicembre 2015 at 13:18
      Permalink

      Ciao Domizia :) infatti ci deve stare massimo un’ora e non di più, di meno sì, di più no.
      Io la prima volta lo avevo capovolto subito con il risultato che era sceso sia sopra che sotto. troppo umido e quindi crolla subito.
      Questi impasti sono così: difficili da gestire, ma mentre il panettone lo puoi girare subito a testa in giù, questo no…

      La Glutafin è l’unica che ti può assicurare un risultato di leggerezza, con la DallaGio diventa di gomma… e comincia a sentirsi quel suo lieve retrogusto.
      Per renderlo poco più stabile dovrei cedere all’aggiunta o dello xantano o direttamente di altra cellulosa, ma io non vorrei metterci altre gomme oltre quelle che contiene già

      Il segreto sta nel fare una lievitazione lenta e nel portarlo a cottura al momento giusto, cioè quando non arriva all’orlo (parlo di uno stampo più alto diverso dal mio).
      La mia prova a rilento e con dosi per lo stampo più alto da 1 kg si è mantenuto perfettamente stabile formando un cuscinetto sotto.

      Di sicuro non è facile fare, occorre allenare molto l’occhio 😉
      L’emulsione è meravigliosa, concordo :)
      Grazie per il consiglio! Un abbraccio! :)

      Rispondi
  • 18 dicembre 2015 at 11:43
    Permalink

    Ciao Olga , come sempre grazie per tutto quello che riesci magistralmente a fare. io ti scrivo perchè vorrei sottoporre al tuo giudizio quello che mi è successo nella realizzazione della tua creatura. ho seguito passo passo tutte le tue chiarissime indicazioni ed è andato tutto alla perfezione, quindi mi sono tornati bene anche i tempi di lievitazione e tutto il resto. I l grosso problema mi è arrivato con la cottura, ho infornato il pandoro che praticamente era arrivato a 2 cm dal bordo dello stampo a 140° in forno ventilato (perchè il mio è solo ventilato) e dopo poco la superficie del pandoro ha iniziato a fare delle bolle qua e la (come quando bolle l’acqua) e in termine di poco tempo praticamente il centro del mio pandoro si è accasciato totalmente, mentre i bordi sono rimasti alti. A quel punto l’ho portato a cottura e devo dirti che è buonissimo come sapore e consistenza, ma praticamente mi manca tutta la parte centrale. Dove ho sbagliato? Nella cottura? Vorrei tanto provare a rifarlo, ma non ho il coraggio. Spero tu mi possa dare una dritta. Grazie ancora Silvia

    Rispondi
    • Felix
      18 dicembre 2015 at 13:23
      Permalink

      Ciao Silvia, sì ti ha fatto l’effetto vulcano che è tipico di quando il pandoro viene cotto che è andato oltre di lievitazione, per cui con il calore ed essendo un impasto delicatissimo rischia di sprofondare (accade la stessa cosa anche con glutine, dove l’impasto è altrettanto delicato).

      Io ti raccomando questo: cerca di rallentare la lievitazione non forzandola ed inforna quando lo trovi più basso rispetto a come lo hai trovato quando lo hai infornato tu.

      Purtroppo il ventilato non gioca a favore, perché troppo violento, abbassa ancora a 130°

      Io potrei rendervelo più resistente l’impasto aggiungendo lo xantano, ma si rischia di perdere l’effetto di leggerezza e morbidezza, trasformandolo in gomma.

      Grazie a te Silvia :)

      Rispondi
  • Pingback: Pandoro con lievito madre senza glutine | Ricetta ed ingredienti dei Foodblogger italiani

  • 20 dicembre 2015 at 8:46
    Permalink

    Olgaaaa !!!! Buongiorno! Sei stata il mio primo pensiero questa mattina, mio marito non mangiava il Pandoro da vent’anni circa e questa mattina ci siamo quasi commossi! Sono 19 anni che cucino senza glutine e una cosa così meravigliosa non l’avevo ancora fatta. Considerando il primo tentativo, nonostante il forno ventilato, ma più basso come mi hai suggerito tu, il risultato è stato meraviglioso, fantastico! Le mie bambine devono ancora assaggiarlo ma intanto volevo ringraziarti col cuore nelle mani, da parte mia e dei miei tre celiaci e augurarti a te e alla tua famiglia delle feste il più sereno possibili e tanta tanta salute a tutti! Ti mando un bacio virtuale e un abbraccio ciao a presto.

    Rispondi
    • Felix
      20 dicembre 2015 at 11:24
      Permalink

      Grazie Lisa! Non sai quanto sono stata felice di leggere il tuo commento stamattina!!!

      Grazie di cuore a te e tanti auguri ai tuoi cari di un Sereno Natale :)

      Un abbraccio
      Olga

      Rispondi
  • 20 dicembre 2015 at 17:52
    Permalink

    Olga sei una pazza scatenata :) il pandoro è una roba fuori dalla mia portata, sei stata fantastica!!!

    Rispondi
  • 21 dicembre 2015 at 14:37
    Permalink

    Olga!!!!!!!
    Non sono celiaca, ma gravemente allergica ai frumenti. Questo spazio é fantastico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! le tue ricete invitanti e la tua passione coinvolgente…non vedo ora di iniziare a provare queste meraviglie. Sono brasiliana, ma vivo in Italia da 15 anni, ormai un’amante della pizza etc. Farne a meno per me é una tortura!!!!!!!!! Grazie grazie grazie, farò un Natale più saporito con te…beijossssssssssssssss e deliziose feste!!!

    Rispondi
  • 22 dicembre 2015 at 8:00
    Permalink

    Ciao a tutte…..ho provato ad eseguire questa splendida ricetta….tutto benissimo fino al momento della cottura. Infilato nel forno a 140 gradi dopo un pò mi è crollato al centro :( che tristezza dopo tanta fatica! Come mai secodno voi?

    Rispondi
  • 22 dicembre 2015 at 8:03
    Permalink

    Credo di essermi data la risposta….l’ho coperto in fase di lievitazione e quando l’ho scoperto il panno ha urtato leggermente al centro,,,,,grgrgrgrgrrrrrrrrrrrrrr può essere il motivo del crollo?

    Rispondi
    • Felix
      22 dicembre 2015 at 12:35
      Permalink

      Ciao Chiara :) non è stato solo l’urto, dovevi portarlo a cottura prima: i lievitati scendono in forno quando è stato oltrepassato il punto di lievitazione.

      Rispondi
  • 22 dicembre 2015 at 13:14
    Permalink

    Mhhhh….capito….ma credi che abbia intaccato anche il gusto? La prossima volta seguirò il consiglio e magari eviterò di coprirlo in fase di lievitazione, avevo paura che si seccasse troppo!

    Rispondi
    • Felix
      22 dicembre 2015 at 14:29
      Permalink

      Sul sapore no Chiara, sulla consistenza sì (che poi però compromette un po’ tutto)
      Non lo coprire che non si secca, anzi è meglio se questo impasto si asciuga leggermente in superficie.

      Rispondi
  • Pingback: Pandoro senza glutine | Dolce & Salato Senza Glutine

  • 22 dicembre 2015 at 21:43
    Permalink

    Davvero ottimo e delizioso….sicuramente lo riproverò presto e senza coprirlo….grazie mille per i consigli!!! Buon natale a tutte

    Rispondi
  • 23 dicembre 2015 at 16:49
    Permalink

    Bravissima Olga, il tuo pandoro è spettacolare e la tua ricetta mi ha aiutato a creare il mio con lievito madre. Senza i tuoi consigli non ce l’avrei fatta!!! Un abbraccio grande e buon Natale!

    Rispondi
    • Felix
      24 dicembre 2015 at 18:05
      Permalink

      Grazie a te Ely! Ne sono felicissima!
      Tanti cari auguri :)

      Rispondi
  • 24 dicembre 2015 at 14:31
    Permalink

    Ciao sono in ballo con il secondo tentativo… Non mollo!!!! Il primo, l’ho cotto in forno statico a 160 gradi per 40 minuti ma nel centro è rimasto crudo😭😭😭😭😭. Suggerimenti?
    Grazie

    Rispondi
    • Felix
      24 dicembre 2015 at 14:33
      Permalink

      Ciao Gabriella! Cuoci a temperatura più bassa, anche 140 e prolunga la cottura :)

      Rispondi
  • 24 dicembre 2015 at 16:13
    Permalink

    Ok grazie ci provo, dici che 140 x 1 ora e 10 potrebbe andare?

    Rispondi
    • Felix
      24 dicembre 2015 at 18:03
      Permalink

      Si Gabriella e ricordati di farlo riposare in forno spento 10-15 minuti.
      Per intanto Buon Natale :)

      Rispondi
  • 24 dicembre 2015 at 19:14
    Permalink

    Grazie mille!!!! Augurassimi anche a te 🎄🎄🎄🎄🎄🎅🏻🎅🏻🎅🏻🎅🏻

    Rispondi
  • 25 dicembre 2015 at 17:19
    Permalink

    Vi seguo in silenzio da tanto, sperimentando e ringraziando, ma oggi non potevo non mettere per iscritto e urlare la mia indescrivibile gioia e l’immensa gratitudine per questo regalo cara Olga. Erano 15 anni che non gustavo il vero pandoro ed oggi grazie a te ho potuto farlo. Non avrei mai creduto di riuscire in questa impresa titanica, eppure è riuscito divinamente. Mi prostro alla tua impagabile generosità. Buon Natale da una celiaca felice.

    Rispondi
    • Felix
      25 dicembre 2015 at 21:44
      Permalink

      Cara Daniela grazie :) Con il tuo commento ho ricevuto il regalo di Natale più bello.

      Ti abbraccio.
      Olga :)

      Rispondi
  • 26 dicembre 2015 at 9:35
    Permalink

    Buongiorno a tutte, sto facendo il pandoro ma ho un dubbio sulla cottura, il forno deve essere già caldo e quindi devo togliere l impasto che sta lievitando per scaldare il forno, oppure bisogna lasciarlo dentro mentre scalda?

    Rispondi
    • Felix
      26 dicembre 2015 at 10:42
      Permalink

      Già caldo :) e devi togliere l’impasto che sta lievitando

      Rispondi
  • 27 dicembre 2015 at 21:37
    Permalink

    Ho provato con la prima ricetta, ma dopo dieci minuti si è affossato un po’, oggi secondo tentativo…seguo la ricetta corretta, quindi diminuisco il lievito, inforno leggermente prima e cuocio a 140°….si è creata una voragine
    Giusta consistenza, bella alveolatura, soffice e buono..ma un enorme voragine..perché???
    :-( :-(

    Rispondi
    • Felix
      29 dicembre 2015 at 23:38
      Permalink

      Ciao Irene :) preferisco risponderti qui piuttosto che via mp, così leggono tutti.
      Se ci riprovi, verifica con attenzione che nell’ultima fase di lavorazione, al momento di incorporare il burro e l’emulsione aromatica, l’impasto si gonfi bene e si stabilizzi.
      Se ben lavorato l’impasto acquista stabilità e non crolla poi in cottura.

      Rispondi
  • 28 dicembre 2015 at 10:19
    Permalink

    E’ venuto una meraviglia ! Devo ammettere che non avevo lo stampo da pandoro, quindi ho messo l’impasto in due pirottini da panettone, si è cucinato benissimo, grazie.

    Rispondi
  • 29 dicembre 2015 at 22:13
    Permalink

    Ciao Olga,perdona la mia ignoranza( non sono molto pratica di termini di pasticceria) puoi spiegarmi qual’è il poolish e l’emulsione aromatica. lo scorso anno ne ho buttati 2 di pandori usando un’altra ricetta. questa volta vorrei provare senza errori ed avere una piccola soddisfazione personale. grazie mille in anticipo

    Rispondi
  • Felix
    29 dicembre 2015 at 23:44
    Permalink

    Ciao Tania :)
    Il poolish è indicato come tale all’inizio ed è quella preparazione da fare 12 ore prima e mettere in frigo
    L’emulsione aromatica è ugualmente indicata come tale ed è il secondo step: cioè sciogliere burro, panna e cioccolato bianco a bagnomaria.

    Anche se non ti dovesse venire perfetto, questo non lo butti, rimane un lievitato profumato e di ottimo sapore :)

    Rispondi
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    • Felix
      4 gennaio 2016 at 14:03
      Permalink

      Bravissima Angela! Sono io che ringrazio te :)

      Rispondi
  • 10 gennaio 2016 at 10:08
    Permalink

    Ciao Olga, innanzitutto grazie per le meravigliose idee che ci dai sempre….anch’io ho provato a realizzare il tuo fantastico pandoro ma ahimè il risultato non è stato molto soddisfacente….esternamente e’ perfetto…il gusto e’ buono ma l’alveolatura che hai ottenuto tu il mio ce l’ha solo nella parte più esterna….al centro sembra crudo e in effetti quasi a fine cottura ha ceduto leggermente al centro….dove ho sbagliato? Ho cotto a 140 per 1 ora e 10 più 10 minuti di riposo…ma forse non era lievitato bene? Aiutoooo!😉

    Rispondi
  • 13 gennaio 2016 at 0:46
    Permalink

    Dopo un primo tentativo fallito probabilmente dovuto ad un’ora di troppo di lievitazione o a troppo impasto (avevo ricalcolato le quantità per lo stampo da chilo) il secondo è venuto speciale! Grazie soprattutto dal mio Marco che non ha mai assaggiato il vero pandoro ma si è rifatto con questo.

    Rispondi
  • 16 marzo 2016 at 15:47
    Permalink

    se volessi farni di vari ( in numero …per me e altre persone, (al posto del glutafin 8 che verrebbe a costare eccessivamente..), cosa posso usare?
    grazie!!!
    p.s ho provato alcune ricette e ho notato che usando il vapore diventano meno asciutti :) grazie!!

    Rispondi
    • Felix
      20 marzo 2016 at 13:51
      Permalink

      Puoi provare con la farina Revolution per pane, Donatella :)

      Rispondi
  • 6 novembre 2016 at 14:25
    Permalink

    Grazie, sono commossa… ieri sera quando ho sformato il pandoro e ho tagliato la prima fetta mi è sembrato un sogno… lo stesso profumo, la stessa consistenza/morbidezza di quelli con il glutine!!! Per me non era Natale senza una fetta di pandoro Bauli (con glutine) e dover dare al mio bambino un surrogato gommoso mi si stringeva il cuore…e anche quelli che avevo provato a fare io, seppure più sani e con un buon sapore, risultavano dei mattoni inzuttiti.. Questo invece è meraviglioso e l’ho fatto io! Anche oggi è rimasto morbidissimo! Non so davvero come ringraziarvi, per la ricetta e le chiarissime istruzioni.
    Una mamma felice

    Rispondi
    • Felix
      7 novembre 2016 at 20:41
      Permalink

      Grazie di cuore a te Sandra per il tuo riscontro, siamo anche noi felici con te.
      Un abbraccio al tuo piccolo ❤️

      Olga

      Rispondi
  • 10 novembre 2016 at 13:31
    Permalink

    Bellissimo, il cioccolato bianco senza lattosio esiste? Altrimenti come lo sostituisco?grazie

    Rispondi
    • Felix
      10 novembre 2016 at 17:14
      Permalink

      Esiste ma non è facile da trovare anche senza glutine, perché sono prodotti vegani. Aumenta il burro (nel tuo caso margarina immagino) di altrettanti 40 g oppure ancora meglio sarebbe usare il burro di cacao al posto del ciocco bianco.
      Il burro di cacao, che è ottenuto dalla semplice spremitura a freddo dei semi di cacao, è senza lattosio lo trovi senza glutine della Venchi

      Rispondi
  • 16 novembre 2016 at 16:36
    Permalink

    Con quale farina si può sostituire la glutefin

    Rispondi
    • Felix
      21 novembre 2016 at 21:28
      Permalink

      Prova a procurarti la Revolution per pane :)

      Rispondi
  • 21 novembre 2016 at 16:47
    Permalink

    Ciao Olga, per me sarà in assoluto
    Il primo pandoro fatto in casa. Ho un dubbio, una volta sfornato va capovolto e “appeso ” con dei ferri o non ce n’è bisogno? Grazie in anticipo e complimenti!

    Rispondi
  • 21 novembre 2016 at 19:51
    Permalink

    con quale altra farina posso sostituire la glutafin? Non vedo l’ora di farlo!!! 😉

    Rispondi
    • Felix
      21 novembre 2016 at 21:22
      Permalink

      Deve essere una con caratteristiche simili, altrimenti cambia il risultato, prova con la Revolution per pane :)

      Rispondi
  • 5 dicembre 2016 at 23:38
    Permalink

    Ciao… a me non è venuto 😡 in forno si è abbassato nel mezzo ed è rimasto crudo, dove ho sbagliato? La prossima volta posso mettere dello xantano? Se si in che dosi e in quale passaggio? Grazie mille!!!!

    Rispondi
    • Felix
      6 dicembre 2016 at 11:52
      Permalink

      Ciao Valerio, o il forno era troppo violento o la lievitazione era andata oltre, quello è un impasto molto delicato. Lo xantano puoi aggiungerlo nella misura di 2 g ogni 100 di farina e puoi farlo da subito, mescolandolo alla farina che userai

      Rispondi
  • 12 dicembre 2016 at 20:44
    Permalink

    Ciao 😊 ho difficoltà a trovare la Glutafin..ho a disposizione il mix per pane Farmo, mix b e mix c della Schar e la farina di riso finissima della nutrifree..posso mischiarle in qualche modo? Grazie mille!!

    Rispondi
    • 12 dicembre 2016 at 22:13
      Permalink

      Dimenticavo…ne ho anche un’altra.. marca Belbake free from del supermercato Lidl..

      Rispondi
      • Felix
        12 dicembre 2016 at 22:25
        Permalink

        Usa solo la Farmo, ma il risultato migliore si ottiene comunque con la Glutafin :)

        Rispondi
        • 13 dicembre 2016 at 0:19
          Permalink

          Grazie mille Felix..la cerco ancora qualche giorno 😄

          Rispondi
  • 13 dicembre 2016 at 17:06
    Permalink

    Sììììììììììì !!!!!!!!!!!
    Grazie mille !!! Dopo vari tentativi fallimentari con altre ricette, ieri sera ho finalmente sfornato un buonissimo e bellissimo pandoro senza glutine per mia figlia.
    Seguendo alla lettera la vostra ricetta è andato tutto alla perfezione.
    GRAZIE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi
    • Felix
      13 dicembre 2016 at 18:06
      Permalink

      Evvai!!!!! Felice io! 😀 Grazie Silvana!

      Rispondi
  • 15 dicembre 2016 at 0:00
    Permalink

    Ciao Olga
    Volevo intanto ringraziarti per i preziosi consigli ..da quando ho scoperto la tua pagina ho imparato molte cose e mi è venuto il coraggi di sperimentare.
    Ho seguito alla lettera tutto il procedimento del pandoro quello che indicava 317 di farina poiché il mio stampo e da 800 g
    Il risultato è stato strepitoso … un sapore e un profumo uguali al glutinoso
    Però ho notato che in forno durante la cottura non è gonfiato è rimasto esattamente come lo avevo messo inoltre nei giorni a seguire è rimasto morbido ma si è rimpicciolito appesantito
    Mi puoi aiutare a capire dove ho sbagliato … vorrei rifarlo il mio bimbo era felicissimo
    Grazie di ❤️

    Rispondi
    • Felix
      15 dicembre 2016 at 0:40
      Permalink

      Ciao Elisa :) se non si è gonfiato vuol dire che aveva superato il punto di lievitazione, per cui oltre non poteva andare: alla prossima infornalo un pochino prima. Infornarlo al momento giusto significa anche renderlo poi più asciutto e più stabile con la conseguenza di rallentare il processo di rimpicciolimento che comunque è normale in un qualsiasi prodotto casalingo. Non contenendo quegli additivi industriali che invece quasi rendono imbalsamati i prodotti (anche quelli con glutine). Ti ringrazio e ti abbraccio insieme al tuo bimbo ❤️

      Rispondi
      • 15 dicembre 2016 at 1:33
        Permalink

        Grazie per la tempestiva risposta..
        domani mi metto al lavoro e ti aggiornerò sui progressi….
        Notte💕💤💤💤💤

        Rispondi
  • 15 dicembre 2016 at 12:19
    Permalink

    Buongiorno, secondo voi, posso provare a farlo anche con la farina della giovanna per dolci lievitati? Grazie!

    Rispondi
    • Felix
      15 dicembre 2016 at 13:48
      Permalink

      Puoi provare, ma il risultato cambia, in particolare la consistenza

      Rispondi
  • 16 dicembre 2016 at 9:08
    Permalink

    Ciao Olga, mi sto studiando tutto il tuo blog 😆
    Purtroppo per me niente farine dietoterapeutiche, mi potresti aiutare a comporre un mix con farina di riso, amido di tapioca, fecola di patate, teff, sorgo xantano e gomma guar, questo è tutto quello che ho. Ho già il li.co.li convertito dalla mia pasta madre. Ho fatto già 2 prove solo con farina di riso, fecola a pasta madre solida, il sapore era da pandoro ma la consistenza proprio non, l’ ho mangiato lo stesso ma provando vorrei avere ora un prodotto migliore.

    Rispondi
  • 17 dicembre 2016 at 12:53
    Permalink

    Ciao Olga, ieri finalmente ho sfornato il tuo pandoro, è strepitosoooooooo, grazieeeee!!!! :smile: :smile: :smile:

    Rispondi
    • Felix
      17 dicembre 2016 at 13:03
      Permalink

      Ohhhhhh! Ne sono felice! Grazie Stefania ❤️

      Rispondi
  • 23 dicembre 2016 at 18:44
    Permalink

    Ciao Olga ti volevo chiedere siccome tra un po farò l’impasto finale e devo aggiungere il rhum io ho preso le fialetta aromatiche e ognuna è 3 ml siccome ho letto sulla confezione che ne bastano poche gocce la tua ricetta dice 10 ml quante ne metto?grazie

    Rispondi
    • Felix
      23 dicembre 2016 at 23:08
      Permalink

      Mettine poche gocce perché più concentrato :)

      Rispondi
  • 26 dicembre 2016 at 1:07
    Permalink

    Ciao Olga,volevo intanto ringraziarti per le tue ricette che metti a disposizione di tutti!Grazie a te ho sfornato meraviglie! Ho fatto il pandoro ed è eccellente!Migliore di qualsiasi altro pandoro anche con glutine!
    Ho solo avuto qualche problema con la lavorazione e mi chiedevo se potevi aiutarmi a capire quale può essere stato l’errore. In pratica l’impasto in fase di cottura è salito e poi è fuoriuscito come un blob liquido colando sul fondo del forno e ne è colato parecchio non si fermava.Nonostante questo ho insistito e l’ho portato a cottura ed il risultato è stato ugualmente eccellente. Solo che ho perso un quarto di pandoro sul pavimento del forno.
    Devo dire che nonostante io abbia dosato bene il lievito fresco, l’impasto è scresciuto in meno tempo e dunque per quanto riguarda la prima lievitazione in 4 ore era triplicato (forse troppo) e quando l’ho messo nello stampo prima della seconda lievitazione era a mio avviso più liquido del tuo nella foto e terminata la seconda lievitazione (quindi a 2 cm dal bordo),avvenuta anch’essa in 4 ore e mezza,aveva la superficie non regolare come la tua ma un po’ a buccia d’arancia. Messo in forno si è alzato e poi ha cominciato a fuoriuscire colando.
    Ho seguito scrupolosamente le indicazioni della ricetta eccetto un particolare e cioè ho sbattuto le uova prima di incorporarle per dosare meglio i grammi. È possibile che questo passaggio abbia creato un impasto strano e abbia fatto reagire in maniera strana il lievito? Ah,dimenticavo,il lievitino invece a raddoppiare ci ha messo 2 ore anziché una. Sapresti aiutarmi?
    Grazie mille nel caso e perdonami se sono stata un po’ prolissa !!E Buon Natale!:)

    Rispondi
  • 27 dicembre 2016 at 14:37
    Permalink

    Ciao Olga, mi chiamo adriana e ho scoperto della mia celiachia 5anni fa.. Intanto volevo farti i complimenti perché hai veramente della mani d’oro, il tuo pandoro é a dir poco straordinario 😍😍 é stato amore a prima vista😍 e vorrei tanto provare a farlo, ma c’è un piccolo problema…sono intollerante al lattosio e la glutafin so che lo contiene e non posso utilizzare nemmeno cioccolato bianco. 😐 Ho provato a cercare il burro di cacao in sostituzione ma dove abito io non sono riuscita a trovarlo…in compenso ho il latte di riso in polvere se può essere utile in questo tipo di preparazione! Adesso secondo te con quali farine posso sostituire la glutafin??? E come posso sostituire il cioccolato bianco??? Grazie mille per l’attenzione 😊

    Rispondi
    • Felix
      27 dicembre 2016 at 18:49
      Permalink

      Ciao Adriana :) ometti il ciocco bianco e aumenta il grasso che userai, aggiungi magari una punta di vaniglia in più. Usa la Revolution pane al posto della Glutafin è quella che le somiglia di più. Grazie cara 😘

      Rispondi
      • 28 dicembre 2016 at 8:34
        Permalink

        Grazie 😘 grazie infinite per la risposta 😍 mi cimenterò appena torno dal lavoro! 😊 😘

        Rispondi
        • 2 gennaio 2017 at 1:23
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          Ciao Olga, innanzi tutto tanti tanti auguri per un felice anno nuovo 😊 , che sia sereno e pieno di ricette nuove per noi celiaci 😁😁…poi volevo dirti che ho fatto il tuo pandoro con la revolution pane con mi avevi consigliato, ma ci ho messo anche un po’ di latte in povere di riso perché secondo me avrebbe reso il tutto più morbido….praticamente tutta la preparazione é andata alla grande, e l’ho cotto quando é arrivato a 2 cm dal bordo, avendo fatto la dose poco più grande, ed era cresciuto parecchio ma non é straripato, aveva formato una bellissima cupola. Ero molto entusiasta quando si cuoceva perché per l’intera cottura non si é mai sgonfiato, però me l’ha fatto nel momento in cui l’ho lasciato ancora un po’ in forno spento 😐 con mai??? E quando l’ho aperto sotto si é formato un piccolo vuoto!

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          • 2 gennaio 2017 at 1:27
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            Comunque il sapore é buonissimo , ma temo di aver sbagliato qualcosa in cottura😩,ma non capisco cosa 😐…. a proposito la temperatura era di 140 gradi!

  • 3 gennaio 2017 at 12:35
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    Ciao,ho fatto il tuo pandoro sia per Natale che per Capodanno ed è buonissimo, solo che il secondo è venuto piú morbido ma prevale di piú il gusto del rum rispetto al burro e alla vaniglia. Non riesco a capire il perché. Grazie, Lina

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    • Felix
      4 gennaio 2017 at 14:16
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      Dipende se hai usato lo stesso tipo di rum entrambe le volte. Può dipende da questo, oppure dal fatto che te ne sia scappata qualche goccia in più.
      Quando si fanno le cose in casa con le proprie mani e anche con la stessa ricetta difficilmente il risultato sarà sempre identico, ci sono tante variabili che non si riescono a controllare, prima fra tutte ad esempio, la temperatura esterna.
      Se ti dà fastidio mettine la metà la prossima volta.
      Grazie a te :)
      Olga

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  • 8 gennaio 2017 at 11:59
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    Grazie di cuore per questa ricetta! Il pandoro è riuscito alla perfezione ed è stato apprezzatissimo anche dai non celiaci! Grazie, grazie, grazie!

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  • 2 novembre 2017 at 22:32
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    Ciao
    Ho in casa tutti i tipi dallagiovanna e caputo
    Non posso usare dallagiovanna per pane e pizza?

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    • Felix
      7 novembre 2017 at 19:08
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      Il risultato con quella farina sarà completamente diverso più pesante e più umido, meglio se ti procuri la Revolution per pane e pizza se non trovi la Glutafin

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